Bonus ristrutturazione: la cessione del credito al comproprietario

Il bonus ristrutturazione, se si riferisce a spese 2020 e 2021, può essere ceduto nella forma del credito d’imposta a terzi soggetti

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Il bonus ristrutturazione, se si riferisce a spese 2020 e 2021, può essere ceduto nella forma del credito d’imposta a terzi soggetti

Io e mia moglie stiamo eseguendo lavori di ristrutturazione su un immobile che abbiamo in comproprietà. Una parte dei lavori li paga lei (fatture e bonifici intestati a lei) e una parte li pago io (fatture e bonifici intestati a me). I lavori rientrano tra quelli che ci daranno diritto alla detrazione per interventi di recupero del patrimonio edilizio (bonus ristrutturazione).

A fonte di queste spese, tuttavia, io vorrei cedere la mia parte di detrazione nella forma del credito d’imposta mentre lei vorrebbe godere, per la sua quota di spesa, della detrazione in dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, avendo lei molte imposte da pagare, chiedo se io posso cedergli il credito (cosicché potrà utilizzarlo in compensazione) oppure questo è vietato tra i comproprietari dell’immobile oggetto dei lavori?

Rispondiamo al nostro lettore in questo articolo.

Bonus ristrutturazione: alcuni requisiti

Per beneficiare del bonus ristrutturazione è necessario che chi ne voglia godere abbia effettivamente sostenuto la spesa e abbia, alla data di inizio lavori, il possesso o la detenzione dell’immobile (oggetto dei lavori) sulla base di un titolo idoneo (proprietà, usufrutto, ecc.).

Nel caso del nostro lettore, i predetti requisiti sono rispettati. Quindi, potrà godere del bonus ristrutturazione per la sua quota di spesa così come la moglie per sua quota parte.

Detrazione, sconto o cessione del credito anche per il bonus ristrutturazione

Il bonus ristrutturazione si concretizza in una detrazione fiscale del 50% riconosciuta a fronte di spese sostenute per interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio su immobili residenziali. Il beneficio è da godere, in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali di pari importo.

Tuttavia, con l’art. 121 del decreto Rilancio, e limitatamente, per ora, alle spese sostenute nel 2020 e 2021, il legislatore ammette la possibilità di optare, in luogo della detrazione fiscale:

  • per lo sconto in fattura da parte dell’impresa esecutrice dei lavori (la quale poi recupera il corrispettivo come credito d’imposta che può utilizzare in compensazione o cedere a terzi soggetti, inclusi istituti di credito e finanziari)
  • per la cessione del credito a terzi soggetti, inclusi istituti di credito e finanziari con possibilità di ulteriore cessione da parte del cessionario.

Bonus ristrutturazione: a chi può essere ceduto il credito

Riguardo la cessione del credito né il legislatore né l’Agenzia delle Entrate impongono restrizioni in merito alla qualifica del soggetto cessionario (ossia il soggetto a cui si vuole cedere il credito). Infatti, nella Circolare n. 24/E del 2020, l’Amministrazione finanziaria ha espressamente specificato che la cessione del credito può avvenire verso i seguenti soggetti:

  • fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi
  • altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti)
  • istituti di credito e intermediari finanziari.

Quindi, nel caso in questione, il lettore può tranquillamente cedere la propria quota di detrazione nella forma del credito d’imposta alla moglie, la quale potrà decidere di utilizzarla in compensazione oppure di cederla ulteriormente a terzi (inclusi istituti di credito e finanziari).

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