Bonus Renzi sparito dalla busta paga? Ecco come recuperarlo

La legge di bilancio 2022, ha disposto che il bonus Renzi spetti ai contribuenti con un reddito complessivo fino a 15.000 euro

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Bonus Renzi sopra i 15 mila euro: quando potrebbe spettare (il calcolo da fare)

Bonus Renzi. Esiste ancora o si tratta di un utilizzato errato di una terminologia che dovrebbe far pensare a uno specifico bonus in busta paga? Ebbene, il bonus Renzi è stato sostituto dal c.d. bonus Irpef o trattamento integrativo.

Bonus Irpef che è stato modificato dall’ultima Manovra finanziaria. Il Bonus spetta sempre in busta paga.

Ecco come può essere recuperato il bonus Irpef, ex bonus Renzi.

Il bonus Irpef, ex bonus Renzi

Quando si parla di bonus Irpef, la mente ci riconduce subito alle 100 euro aggiuntive accreditate in busta paga. Il bonus inizialmente era stato nominato Bonus Renzi, ex capo del Governo che introdusse la misura.

Il bonus negli ultimi anni è stato oggetto di diverse modifiche normative.

Da ultimo la Legge n°234/2021, Legge di bilancio 2022, ha ridotto il perimetro soggettivo del bonus.

Come faccio a sapere se mi spetta il bonus Irpef (ex bonus Renzi)?

La legge di bilancio 2022, ha disposto che il bonus spetta ai contribuenti con reddito complessivo fino a 15.000 euro. Non rientra nella determinazione del reddito complessivo, il reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze (circolare 29/E 2020). La normativa precedente invece copriva i redditi da 15.000 fino a 28.000.

Ad ogni modo, la rivisitazione dell’ambito soggettivo del bonus è stata equilibrata con un aumento delle detrazioni riconosciute sul reddito da lavoro dipendente.

Detto ciò, il bonus può essere riconosciuto anche in caso di redditi superiori a 15.000 euro e fino a 28.000 euro. A tal fine, è necessario che la somma di determinate detrazioni (per carichi di famiglia, per reddito da lavoro dipendente e assimilati, per interessi passivi su prestiti o mutui contratti, per le rate relative alle spese sostenute e riferite a spese sanitarie, ecc) «sia di ammontare superiore all’imposta lorda».

Dunque, il contribuente si deve trovare in una una situazione di incapienza reddituale. Vale a dire che l’Irpef dovuta è inferiore alla detrazioni fiscali spettanti.

In tale ipotesi, il trattamento integrativo è riconosciuto per un ammontare, comunque non superiore a 1.200 euro, determinato in misura pari alla differenza tra la somma delle detrazioni ivi elencate e l’imposta lorda (art.1 D.L 3/2020).

Nella circolare n°4/E in parola, l’Agenzia delle entrate ha spiegato come verificare l’incapienza reddituale.

Bonus Irpef. Come recuperarlo in busta paga?

Il bonus Irpef spetta sempre in busta paga.

Per sapere se il bonus spetta o meno, bisogna aspettare il conguaglio Irpef.

Nello specifico:

la legittima spettanza del bonus è verificata solo in sede di conguaglio Irpef. E’ proprio qui che entra in gioco il meccanismo della restituzione del c.d bonus Irpef, ex bonus Renzi.

Infatti, in base a quanto riportato nelle istruzioni di compilazione del 730/2022:

chi presta l’assistenza fiscale ricalcola l’ammontare del trattamento integrativo o dell’ulteriore detrazione tenendo conto di tutti i redditi dichiarati e le indica nel prospetto di liquidazione, mod. 730-3, che rilascia al dichiarante dopo avere effettuato il calcolo delle imposte.

Dunque, la certezza del riconoscimento del bonus ce l’avremo solo in sede di dichiarazione dei redditi. I maggiori ed eventuali importi spettanti saranno recuperati in busta paga.

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