Bonus mobili e grandi elettrodomestici: bocciato lo sconto in fattura e la cessione del credito

Bocciata la proposta di prevedere lo sconto in fattura o la cessione del credito anche per il bonus mobili e grandi elettrodomestici

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Bonus mobili e grandi elettrodomestici: bocciato lo sconto in fattura e la cessione del credito

Nemmeno il tempo di assaporare la notizia che già bisogna fare un passo indietro. Era solo di qualche giorno fa la news di un emendamento approvato dalla 5ª e 6ª Commissione del Senato in fase di conversione in legge del decreto Sostegni (decreto-legge n. 41 del 2021) contenete l’estensione anche al bonus mobili e grandi elettrodomestici della possibilità di optare per lo sconto in fattura o cessione del credito (vedi Bonus mobili e grandi elettrodomestici con sconto in fattura o cessione del credito).

La proposta, infatti, è stata bocciata dalla Ragioneria Generale dello Stato e così, l’emendamento in questione è stato cancellato dal testo della legge di conversione approvata dal Senato, il 6 maggio, con 207 voti a favore, 28 contrari e 5 astensioni. Ora si passa alla Camera per il voto finale.

Bonus mobili e grandi elettrodomestici: il vincolo con il bonus ristrutturazione casa

Il bonus mobili e grandi elettrodomestici è una detrazione IRPEF pari al 50% da godere in 10 quote annuali di pari importo), riconosciuta a fronte di spese sostenute per l’acquisto dei citati beni. Il beneficio spetta, tuttavia, solo laddove siano in essere lavori di ristrutturazione edilizia per i quali si gode della relativa detrazione fiscale (c.d. bonus ristrutturazione).

Proprio con riferimento al bonus ristrutturazione, per le spese sostenute nel 2020 e 2021, l’art. 121 del decreto Rilancio, ha previsto la possibilità di optare, in luogo della detrazione fiscale, per:

  • lo sconto in fattura da parte dell’impresa esecutrice dei lavori, la quale poi lo recupero nella forma del credito d’imposta da utilizzare in compensazione o da poter cedere a terzi soggetti (inclusi istituti di credito e finanziari)
  • oppure per la cessione del credito a terzi soggetti, inclusa la stessa impresa che ha eseguito i lavori ed inclusi istituti di credito e finanziari (il cessionario a sua volta può ulteriormente cedere il credito).

Possibilità, questa, che lo stesso art. 121 del decreto Rilancio non ha contemplato per il bonus mobili e grandi elettrodomestici. Un controsenso, peraltro, visto il collegamento tra i due sgravi fiscali (il bonus mobili, come detto, dipende dal bonus ristrutturazione).

Solo detrazione per il bonus mobili e grandi elettrodomestici

L’emendamento proposto intendeva rimediare a predetto controsenso, ma la Ragioneria dello Stato non è d’accordo e, quindi, nulla di fatto. Il bonus mobili e grandi elettrodomestici, salvo colpi di scena alla Camera, potrà continuare a godersi nella sola forma della detrazione fiscale in dichiarazione dei redditi.

Ricordiamo infine che, il beneficio ha formato oggetto di proroga anche per le spese 2021 ad opera della manovra di bilancio 2021. Quest’ultima, ha anche innalzato, con riferimento alle stesse spese 2021, il limite massimo cui calcolare la detrazione, portandolo a 16.000 euro per ciascuna unità abitativa (in luogo dei precedenti 10.000 euro).

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