Bonus calcio per tesserati in difficoltà, Figc stanzia i soldi

La Figc ha stanziato 1,25 milioni per andare incontro alle esigenze dei tesserati in difficoltà. Il bonus calcio è destinato ai dilettanti.

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La Figc ha stanziato 1,25 milioni per andare incontro alle esigenze dei tesserati in difficoltà. Il bonus calcio è destinato ai dilettanti.

In arrivo il bonus calcio a sostegno di atleti in difficoltà. Come noto, lo sport più amato dagli italiani (e non solo) è una enorme fonte di reddito per il nostro Paese rappresentando l’1,7% del Pil tricolore.

La Figc, per fronteggiare la crisi economica in atto, ha messo in campo diverse iniziative per sostenere tutte le componenti del calcio italiano, a partire dalle categorie più deboli con un bonus calcio. Anche perché se non si sostiene la base ai livelli più bassi, ci saranno ripercussioni più ampie a livelli più alti.

Figc stanzia bonus calcio a sostegno dei dilettanti

Proseguendo la politica di sostegno attuata durante la pandemia con il Fondo Salva Calcio (più di 20 milioni distribuiti alle componenti federali) – spiega una nota – la Federazione ha riconosciuto un 1 milione 250 mila euro. Soldi (bonus calcio) destinati al Fondo di Solidarietà per Calciatori, Allenatori e Preparatori Atletici di Calcio e al Fondo di Solidarietà per Calciatori e Tecnici per il settore dilettantistico.

Questo stanziamento interessa i calciatori e gli allenatori maggiormente colpiti dalla crisi che vedranno così riconosciuto un concreto sostegno economico in un momento molto difficile. Il piano del presidente Gabriele Gravina proseguirà nelle prossime settimane con un intervento straordinario Figc/Istituto per il Credito Sportivo per dare supporto alla liquidità dei club calcistici.

Per salvare il calcio abbiamo innanzitutto bisogno di tutelare i più esposti a questa crisi – dichiara il presidente Gabriele Gravina – non c’è più tempo da perdere. Sin dall’inizio di questo periodo difficile, la FIGC ha sostenuto e continuerà a sostenere tutte le componenti con stanziamenti autonomi, perché nessuno va lasciato indietro“.

Sospesi versamenti fiscali

Nel frattempo la legge di bilancio interviene con la sospensione dei versamenti fiscali per 4 mesi (da gennaio ad aprile 2021) da parte di federazioni, enti e società sportive dilettantistiche e professionistiche.

Gli arretrati saranno recuperati a partire da maggio 2021 in un’unica soluzione oppure in 24 rate mensili.

Il rinvio riguarda tutte le imposte e comporterà oneri di finanza pubblica per 323 milioni di euro nel 2021, 234 milioni nel 2022 e 89 milioni nel 2023. Risorse che saranno attinte quest’anno dal fondo da 3,8 miliardi per il sostegno alle attività più colpite dall’emergenza Covid-19. Per gli anni a seguire si punta, invece, a maggiori entrate dovute al pagamento degli arretrati.

I costi del calcio

L’industria del calcio resta tuttavia in grande difficoltà. Sia a livello professionistico che dilettantistico. Secondo la Figc, nelle ultime 10 stagioni i costi del calcio professionistico hanno sempre superato i ricavi. Di conseguenza l’industria ha chiuso in costante perdita e incrementato i debiti del 66,6% a 4,7 miliardi.

La causa principale è da rintracciare nella crescita degli stipendi, che rappresentano oltre il 50% dei costi complessivi del sistema e per alcuni club di Serie A arrivano al 70-80% del fatturato. Abbattendo i ricavi la crisi pandemica ha scoppiato un pallone che era già troppo gonfio, spingendo alcuni club sull’orlo del fallimento.

Cosa può fare il Governo? Prendere atto che questo sport finanzia le casse pubbliche versando 1,3 miliardi di tasse l’anno – spiega Gravina -.

Per ogni euro che riceve dallo Stato, il calcio ne restituisce 16,2. Non chiedo ristori, che pure sarebbero giusti, ma che nessuno fin qui ha ricevuto. Ma almeno agevolazioni fiscali concrete.

E poi riconoscimento della nostra dignità. Del ruolo sociale che svolgiamo aggregando le comunità e valorizzando i giovani. E rispettando protocolli sanitari che ci costano decine di milioni di euro.

Tutto a perdere. Perché qui non si tratta di fare profitti, di cui per ora non si vede neanche l’ombra ma di salvare un segmento dell’economia di mercato. E di dare un messaggio di speranza al Paese”.

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