Bonus 600 euro, soldi bloccati per un errore ma non si può modificare: oltre al danno la beffa?

Bonus 600 euro: tante le domande bloccate anche quando il richiedente possiede i requisiti. La "colpa" potrebbe essere un dato errato. Ma è ammessa la correzione?

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Abbiamo visto in questo articolo come controllare lo stato di avanzamento della domanda per il bonus 600 euro qualora non siano arrivati i soldi. Oggi facciamo un passo avanti: ipotizziamo che sia stata respinta. Qual è può essere il motivo? C’è modo di porvi rimedio e ottenere l’accredito dei 600 euro spettanti? Si perché i dati confermano che a non aver ricevuto il bonus per le partite IVA non sono solamente coloro che non avevano i requisiti richiesti ma, in alcuni casi, il problema è stato un errore di inserimento di dati o battitura. Può essere un numero scritto male nell’IBAN ad esempio. Ebbene in questi casi sarebbe lecito pensare che la correzione sia facile e l’accredito immediato. Ma se non fosse così?

Perché non mi sono arrivati i 600 euro del bonus autonomi?

Molti lettori ci hanno posto questa domanda. Tridico ha dichiarato dopo Pasqua che, a fronte di 4,4 milioni di domande pervenute, 3,5 milioni di bonus sono stati già erogati, 958 sono in fase di elaborazione e ben 32.919 domande sono in stand by perché necessitano di correzione.

Gli errori possono riguardare:

  • errata comunicazione di alcuni dati sensibili (se il sistema non riconosce l’identità del contribuente lo scarta);
  • iban sbagliato;
  • mancata specifica o inquadramento errato della categoria di appartenenza o di altra informazione essenziale.

Ricordiamo che sono esclusi dal diritto alla fruizione del bonus 600 euro anche i lavoratori del mondo dello spettacolo che non possono contare su un minimo di 30 giorni lavorativi nel 2019 nella gestione ex Enpals.

Ma se correggere questi errori non fosse così facile e immediato? Se il sistema rigidamente impedisse di rientrare nella domanda del bonus online?

Modifica domanda bonus 600 euro e correzione errori: lettera all’Inps

A rendersi conto della beffa del sistema è stato l’onorevole Mauro D’Attis di Forza Italia che ha segnalato il fatto all’Inps indirizzando una lettera al Presidente Tridico: “per segnalare una grave rigidità del sistema: tutti coloro che presentano un errore nell’indicazione dell’IBAN o nella categoria di appartenenza non possono modificare i propri dati! Non è prevista infatti alcuna opzione che permetta di apportare delle modifiche ai dati inseriti precedentemente; pertanto le domande rimangono bloccate. Chiedo che si intervenga il prima possibile per agevolare gli utenti che sono già in difficoltà per ovvi motivi affinché possano completare quanto prima le domande del bonus“.

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