Assegno unico 2023, cosa succede a chi non rinnova l’ISEE

Non tutti dovranno rifare domanda per l’assegno unico nel 2023. Molti dovranno solo rinnovare l’ISEE. Quali conseguenze se non si fa il rinnovo?

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Chi dorme non piglia pesci. Anzi no. Chi dorme non piglia l’assegno unico nel 2023. Un detto che, metaforicamente, si può adattare a questa nuova prestazione INPS messa in campo dal 1° marzo 2022 in sostituzione di altre.

L’assegno unico figli a carico, ricordiamo sostituisce dallo scorso anno l’assegno nucleo familiare per i figli e le detrazioni per figli a carico fino a 21 anni. A differenza del vecchio assegno familiare, questo NON è pagato in busta paga, ma direttamente dall’INPS mensilmente. La sua decorrenza è da marzo a febbraio dell’anno successivo.

Quindi, la prima annualità è quella che va dal 1° marzo 2022 al 28 febbraio 2023. Ora la seconda sarà quella che andrà dal 1° marzo 2023 al 29 febbraio 2024.

La prima richiesta dell’assegno unico

Quando ha debuttato l’assegno unico, per averlo è stato necessario presentare domanda all’INPS sulla base delle seguenti regole e tempistiche:

  • per una domanda fatta nei mesi di gennaio e febbraio 2022, l’assegno è decorso da marzo 2022.
  • per domande fatte nel periodo 1° marzo 2022 – 30 giugno 2022, l’assegno è stato pagato dal mese successivo e non si sono persi gli arretrati (a partire da marzo 2022)
  • laddove la domanda risulta presentata dopo il 30 giugno 2022, l’assegno unico è stato pagato dal mese successivo ma si sono persi gli arretrati.

Il documento più importante da avere a disposizione, oltre a fare la domanda, è l’ISEE in corso di validità. L’importo della prestazione, infatti, dipende proprio dal valore ISEE del nucleo familiare.

Le regole per il 2023, attenzione all’ISEE

Per l’assegno unico figli carico decorrenza 1° marzo 2023 – 29 febbraio 2024, l’INPS con apposito comunicato stampa ha dettato le istruzioni operative su come comportarsi.

Qui è stato detto che coloro che hanno presentato domanda nel periodo 1° marzo 2022 – 28 febbraio 2023, non dovranno ora rifare la richiesta.

Questi dovranno solo preoccuparsi di comunicare eventuali variazioni (ad esempio la nascita di un nuovo figlio) e dovranno soprattutto preoccuparsi di rinnovare l’ISEE.

A proposito di ISEE, l’istituto ha anche precisato che per le mensilità di gennaio e febbraio 2023, l’importo dell’assegno sarò erogato sulla base dell’ISEE 2022. Da marzo, invece, occorre rinnovare l’ISEE. In mancanza di ISEE aggiornato, l’importo dell’assegno unico mensile sarà quello minimo.

Inoltre, se l’ISEE è rinnovato entro il 30 giugno 2023, l’importo dell’assegno unico sarà aggiornato al nuovo ISEE a partire da marzo 2023 (quindi, non si perdono gli arretrati). Se, invece, l’ISEE sarà aggiornato dopo il 30 giugno 2023, l’importo dell’assegno unico sarà quello minimo fino al rinnovo dell’ISEE, per poi essere adeguato solo a partire dal mese in cui l’ISEE stesso è aggiornato. In altre parole in questo caso si perdono gli arretrati.

Dovranno, invece, presentare domanda assegno unico 2023 tutti coloro che non hanno fatto richiesta in precedenza o coloro che si sono visti respinti la domanda per il 2022.

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