Assegnazione beni ai soci di società: comunicazione e sanzioni

La normativa sull'assegnazione di beni ai soci di società prevede l'obbligo di comunicazione. Terza parte della nostra mini guida

di Roberto Franchini, pubblicato il
La normativa sull'assegnazione di beni ai soci di società prevede l'obbligo di comunicazione. Terza parte della nostra mini guida

La normativa sull’assegnazione di beni ai soci di società prevede l’obbligo di comunicazione dei dati anagrafici dei familiari che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa.  Col suddetto provvedimento viene stabilito che i soggetti che esercitano attività di impresa, sia in forma individuale che collettiva, devono comunicare i dati anagrafici dei soci (comprese le persone fisiche che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell’impresa concedente) o dei familiari dell’imprenditore che hanno ricevuto in godimento beni dell’impresa, nonché effettuano qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione nei confronti della società concedente. Sono tenuti all’invio della comunicazione all’Agenzia delle entrate i soli soggetti che esercitano attività di impresa. Per quanto riguarda l’obbligo di comunicazione, il provvedimento ribadisce che può essere espletato, in modo alternativo:

sia dall’impresa individuale o dal familiare dell’imprenditore, quanto dalla società o dai soci che la costituiscono.

In questo modo, nel momento in cui la comunicazione viene effettuata da uno dei soggetti legittimati all’adempimento, l’obbligo è da considerarsi assolto.

Per quanto riguarda invece il valore dei beni concessi in godimento, il provvedimento stabilisce che la comunicazione deve essere effettuata a prescindere dal valore dei beni concessi in godimento.

L’unica eccezione riguarda i beni diversi che non rientrano nelle seguenti categorie:

  • autovetture;
  • altri veicoli;
  • unità da diporto;
  • aeromobili;
  • immobili.

 

SANZIONI PER OMESSA COMUNICAZIONE

Quindi, nel caso di beni considerati come categoria “altro”, viene stabilita l’esenzione dall’obbligo di comunicazione qualora detti beni siano di valore non superiore a 3.000 euro, al netto dell’imposta sul valore aggiunto applicata. Non si dovrà quindi comunicare l’uso del cellulare, del tablet o del portatile assegnati ai soci o ai familiari dell’imprenditore. Si tenga però presente che l’esonero della comunicazione previsto per i beni cosiddetti “minori”, non dovrebbe in alcun modo scalfire le penalizzazioni introdotte sull’impresa e sui soci o familiari dell’imprenditore dal decreto.

In caso di omessa presentazione della comunicazione o presentazione della stessa con dati incompleti o non veritieri è applicabile la sanzione che è pari al 30% della “differenza tra il valore di mercato ed il corrispettivo annuo per la concessione in godimento”. La sanzione è prevista nella misura da un minimo di 258 euro ad un massimo di 2.065 euro (ex art. 11, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 471/97) se i soggetti interessati si sono “conformati alle disposizioni” in esame.

 

LE ALTRE PARTI DELLA MINI GUIDA DEDICATA ALL’ASSEGNAZIONE DI BENI AI SOCI:

Assegnazione beni ai soci di società: la normativa

Utilizzo di beni da parte di soci o familiari

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Argomenti: Aziende e Società