Il portale dell’Agenzia delle Entrate, l’uomo a nero e l’incubo tasse: la partita IVA è spaventosa (video trailer geniale)

Aprire la partita IVA oggi è da incubo. E’ come aprire il portale dell’Agenzia Entrate, con l’incubo di imposte e tasse

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aprire partita iva

Ha spopolato e continua a spopolare il video trailer geniale mandato in onda da Striscia la Notizia nei primi giorni di novembre 20022 in occasione di Halloween

Non aprite quella partita IVA

Un titolo stile horror. Si perché oggi decidere di aprire una partita IVA è davvero da paura.

Decidere di aprire la partita IVA è come aprire un portale, quello dell’Agenzia delle Entrate però, pronta a perseguitare con tasse e imposte.
IRPEF, Tari, IRAP, Dichiarazione redditi!

Uscite da questa casa esorta uno dei protagonisti del video. Il padre che rimprovera il figlio di non averlo ascoltato quando gli diceva di accettare il posto fisso in banca.

Il figlio che risponde al genitore e gli dice che la partita IVA gli permetterà di realizzare i propri sogni. E qui arriva la battuta che fa notare al figlio che in Italia, con tutte le tasse che si pagano, se si ha più di un sogno il fisco arriva a mettere l’IMU sul secondo sogno (come l’IMU per la seconda casa, insomma).

Nel video c’è anche l’uomo nero nell’armadio della camera da letto. Ma il realtà più che “l’uomo nero” è “l’uomo a nero”, ossia colui che non vuole POS e carte di credito perché deve guadagnare e spendere in nero per cercare di scappare dalla trappola della tasse italiane.

Aprire partita IVA, la pressione fiscale oltre il 60%

Oggi chi ha partita IVA in Italia ha una pressione fiscale che è oltre il 60%. Più fortunato è chi riesce ad essere in regime forfettario. In tal caso, con l’imposta sostitutiva al 15% (e in alcuni casi al 5%), la pressione del fisco è leggermente al di sotto del 50%.

Le imposte e le tasse da pagare sono tante e sempre di più. Ci sono le imposte sul reddito, ci sono i contributi all’INPS, e c’è l’IMU e c’è la TARI e c’è la Tassa di occupazione suolo pubblico, e c’è il diritto camerale, e c’è la tassa di vidimazione libri sociali, e ci sono i contributi ai lavoratori dipendenti, e c’è l’IRAP.

A queste voci ci sono poi da aggiungere i costi di gestione dell’attività ma che sommati ai costi fiscali lasciano poco o niente a fine mese nelle tasche delle partite IVA. Ci sono le utenze, c’è l’affitto del locale, c’è il commercialista da pagare.

Non aprite quella partita IVA! NON è un titolo ma un consiglio”.

Così si chiude il trailer della popolare trasmissione in onda tutte le sere su Canale 5. Insomma una vera e propria esortazione a pensarci bene ed a fare bene i conti su cosa aspetta a chi dovesse decidere di mettersi in proprio e non puntare, invece, al posto fisso.

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