Andare in pensione nei prossimi anni sarà più difficile, ecco come la pandemia lascerà il segno

Vediamo perché andare in pensione nei prossimi anni sarà più difficile. Ovverosia, come la pandemia lascerà il segno. Perché per ora la pandemia di Covid-19 ha influenzato negativamente il mercato del lavoro. Ecco gli scenari.

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Andremo in pensione come si faceva fino al 1995?

Vediamo perché andare in pensione nei prossimi anni sarà più difficile. Ovverosia, come la pandemia lascerà il segno. Perché per ora la pandemia di Covid-19 ha influenzato negativamente, e prevalentemente, il mercato del lavoro.

Ma di riflesso andare in pensione nei prossimi anni sarà più difficile. Proprio in ragione delle discontinuità lavorative che sono state causate. E che saranno ancora causate dalla pandemia di coronavirus. Come peraltro riportato da LaVoce.info nel sottolineare come ci sia un legame, purtroppo con ripercussioni negative, tra la pandemia e le pensioni future nel nostro Paese.

Andare in pensione nei prossimi anni sarà più difficile. Ecco come la pandemia di Covid-19 lascerà il segno

Maggiore sarà la durata della pandemia, quindi, più difficile sarà andare in pensione nei prossimi anni. In quanto aumenterà la platea di lavoratori con i buchi contributivi generati, come sopra detto, dalle carriere lavorative a singhiozzo.

Non a caso il Governo italiano ed i Sindacati di Cgil, Cisl e Uil hanno trovato un accordo. Proprio ed anche perché andare in pensione nei prossimi anni sarà più difficile. Precisamente, concordando l’istituzione di tre tavoli tematici. Con uno di questi che è incentrato proprio sull’introduzione di tutele a favore non solo dei giovani lavoratori di oggi. Ma anche delle donne. Così come è riportato in questo articolo.

Dalla garanzia giovani alle tutele previdenziali per il lavoro di cura delle donne

Visto che andare in pensione nei prossimi anni sarà più difficile, spetterà proprio al Governo italiano, con lungimiranza, mettere a punto delle misure tali da evitare che in molti a fine ciclo lavorativo non maturino i requisiti per l’accesso alla pensione pubblica.

Non a caso al tavolo di confronto Governo-Sindacati c’è in ballo l’introduzione della cosiddetta pensione di garanzia per i giovani. Ma anche la possibilità che, per la prima volta, il lavoro di cura delle donne venga riconosciuto ai fini previdenziali.

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