Andare in pensione e prendere il reddito di cittadinanza, dal 2022 tutto maledettamente più difficile

Per andare in pensione, e per prendere il reddito di cittadinanza, dal 2022 sarà tutto maledettamente più difficile. Perché il Governo Draghi tira dritto, come un treno in corsa con il freno di emergenza guasto. Ecco cosa dobbiamo aspettarci.

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Quali sono le pensioni che aumenteranno di meno nel 2022 e perché

Per andare in pensione, e per prendere il reddito di cittadinanza, dal 2022 sarà tutto maledettamente più difficile. Perché il Governo Draghi tira dritto, come un treno in corsa con il freno di emergenza guasto. E perché l’Esecutivo non sembra essere davvero disposto a fare sconti. Nonostante il malcontento di alcune forze politiche. Ed i mugugni dei sindacati così come è riportato in questo articolo.

Nel dettaglio, andare in pensione dal prossimo anno sarà più difficile. In quanto si prevede che l’età per il ritiro anticipato dal lavoro si alzerà di due anni. A 64 anni rispetto ai 62 anni della morente Quota 100. Il cui triennio sperimentale, senza appello, si chiuderà il prossimo 31 dicembre del 2021. Un addio senza rimpianti almeno ad ascoltare le dichiarazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi.

Andare in pensione e prendere il reddito di cittadinanza, dal 2022 sarà tutto maledettamente più difficile

Andare in pensione dal prossimo anno, quindi, non sarà semplice. Ma anche per prendere il reddito di cittadinanza tutto rischia di essere maledettamente più difficile. In particolare, sul sussidio non si attende solo una stretta sui controlli. Ma anche l’introduzione di penalizzazioni per chi rifiuta le offerte di lavoro.

In più, per andare in pensione nei prossimi anni, è alto il rischio che l’età per il pensionamento anticipato venga innalzata fino ad andare a sbattere. Anzi a cadere inciampando sullo scalone della riforma Fornero.

Dal 2022 sarà tutto maledettamente più difficile per il sussidio e per ritirarsi dal lavoro

La stretta sul reddito di cittadinanza, tra l’altro, mira ad accogliere in parte le istanze di partiti come la Lega. Che in realtà preferirebbero concedere il sussidio solo a chi davvero non può lavorare.

Inoltre, per andare in pensione dal 2022, e negli anni successivi, l’impianto della riforma Draghi non piace per il momento ai sindacati.

Al punto che potrebbero esserci mobilitazioni fino a sfociare anche in un eventuale sciopero generale. Secondo sindacati come la CGIL, infatti, il Governo italiano non sembrerebbe avere intenzione di investire come dovrebbe sui giovani e sul lavoro. Ma anche a tutela dei pensionati.

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