Allarme pensioni, ecco perché 50enni e 60enni sono i più penalizzati dalla riforma fiscale

È allarme pensioni, almeno per quel che riguarda la previdenza integrativa. Visto che c'è sul tavolo un progetto di riforma della fiscalità sui fondi pensione. Ecco come funzionerebbe, e cosa potrebbe accadere.

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Allarme pensioni, ecco perché 50enni e 60enni sono i più penalizzati dalla riforma fiscale

È allarme pensioni. Almeno per quel che riguarda la previdenza integrativa. Visto che c’è sul tavolo un progetto di riforma della fiscalità sui fondi pensione. Nel ricordare, tra l’altro, che uno dei tre tavoli tematici Governo-Sindacati, sulla riforma delle pensioni, riguarda proprio la previdenza integrativa. Così come è riportato in questo articolo.

Nel dettaglio, l’allarme pensioni integrative riguarda i 50enni ed i 60enni. In quanto sarebbero i più penalizzati dalla riforma fiscale. Rispetto invece a chi è un giovane lavoratore che, per la pensione integrativa, punta su linee di investimento di lungo termine. Con profili di rischio più elevati.

Allarme pensioni. Ecco perché 50enni e 60enni sono i più penalizzati dalla riforma fiscale

Nel dettaglio su allarme pensioni, il Governo italiano, prima di tutto, punta ad eliminare la tassazione annuale. Quella sulle plusvalenze maturate sui fondi previdenziali integrativi. E questo sarebbe un bene per la rivalutazione delle somme conferite dai lavoratori. Per costruirsi la propria pensione complementare rispetto a quella pubblica.

Ma nello stesso tempo, nel rivedere la fiscalità. l’Esecutivo guidato dal premier Mario Draghi punterebbe ad applicare un’aliquota unica sui fondi pensione al momento del riscatto del capitale. O dell’erogazione della rendita vitalizia. Con l’allarme pensioni integrative che, nella fattispecie, andrebbe ad interessare proprio i 50-60enni. In quanto sarebbero in tal caso i più penalizzati in accordo con quanto è stato riportato dal Corriere.it.

Quale futuro in Italia per la previdenza complementare?

Quelle indicate sono chiaramente, per il momento, solo delle ipotesi sulla possibile riforma della tassazione. Per la previdenza complementare. Ma è chiaro che l’allarme pensioni scatterebbe proprio per i 50-60enni che, al momento del ritiro dal lavoro, potrebbero ottenere una rendita più bassa.

O comunque un capitale netto allo stesso modo inferiore rispetto invece all’applicazione della tassazione vigente sui fondi pensione. Fondi pensione che, per il futuro, rischiano di essere più vantaggiosi. E più performanti. Ma solo per chi inizia a versare da giovane. E, contestualmente, sceglie pure delle linee di investimento meno prudenti.

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