Alitalia: i conti non tornano. Ai cittadini l’onere di tirare fuori altri soldi

Non bastavano 9,4 miliardi complessivi del buco Alitalia, prelevati dalle tasche del contribuente ora, in aggiunta, i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, insistono nel voler nazionalizzare l'Alitalia. Altro buco, altri soldi da prelevare dalle tasche del cittadino. 

di Patrizia Del Pidio, pubblicato il
Non bastavano 9,4 miliardi complessivi del buco Alitalia, prelevati dalle tasche del contribuente ora, in aggiunta, i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, insistono nel voler nazionalizzare l'Alitalia. Altro buco, altri soldi da prelevare dalle tasche del cittadino. 

Roma.  15.10.2018. Non bastavano 9,4 miliardi complessivi del buco Alitalia, prelevati dalle tasche del contribuente ora, in aggiunta, i vice premier Matteo Salvini e Luigi Di Maio, insistono nel voler nazionalizzare l’Alitalia. Altro buco, altri soldi da prelevare dalle tasche del cittadino.

Confortati dalla relazione dei commissari per l’Alitalia, si vuole procedere muovendosi su strade già percorse al grido “L’Alitalia agli italiani”.

Già, ma cosa hanno detto commissari nell’audizione in Parlamento? Che loro sono bravi e che l’Alitalia va bene. Notizia ripresa dai media e trasferita ai cittadini che ci hanno creduto. Quest’anno, passeggeri e i ricavi sono cresciuti, dicono i commissari. La realtà è che nello scorso anno i passeggeri sono diminuiti mentre i flussi aumentavano e la perdita non è stata compensata con l’aumento di quest’anno (6% di perdita e 0,4% di aumento). L’Alitalia trasporta solo l’8,5% dei passeggeri da e per l’Italia a fronte del 22% di Ryanair.

Occorre prendere atto che Alitalia ha un’organizzazione improduttiva e non è concorrenziale con altre compagnie, si muove tra una burocrazia asfissiante e un quadro legale inefficiente. Tentare di risollevarla con fondi pubblici, cioè del contribuente, è come praticare l’accanimento terapeutico.

Si percorrono le strade già intraprese che non hanno dato risultati se non quello di aumentare il debito pubblico, ma ci sono le elezioni europee il prossimo anno e, come in altri settori, si fa debito per acquisire consenso elettorale, tanto ci sarà qualcuno che pagherà. Purtroppo quel “qualcuno” siamo noi.

L’importante è che il popolo ci creda.

Primo Mastrantoni, segretario Aduc

COMUNICATO STAMPA DELL’ADUC
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

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Argomenti: Diritto amministrativo, Curiosità