Al via i controlli sui conti bancari degli italiani in Svizzera

I dati fiscali in arrivo dalla Svizzera permetteranno all’Agenzia delle Entrate di scovare gli evasori all’estero. L’incrocio dei dati con le dichiarazioni nel quadro RW.

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I dati fiscali in arrivo dalla Svizzera permetteranno all’Agenzia delle Entrate di scovare gli evasori all’estero. L’incrocio dei dati con le dichiarazioni nel quadro RW.

Conti correnti svizzeri non dichiarati nel mirino del fisco. Berna si appresta a trasferire all’Italia le informazioni inerenti i contribuenti italiani che hanno conti correnti e depositi in Svizzera nelle maggiori banche. Ciò in base agli accordi raggiunti fra Italia e Svizzera nel 2017 nell’ambito dello scambio di informazioni fiscali.

L’Agenzia delle Entrate si appresta quindi a ricevere e a controllare tutte le posizioni fiscali dei contribuenti residenti in Italia che hanno acceso un conto corrente in Svizzera. In particolare, il fisco italiano incrocerà i dati delle dichiarazioni dei redditi (quadro RW modello Unico) con l’esistenza e la consistenza di depositi all’estero e se non sono stati dichiarati scatteranno sanzioni pesanti con riserva di denuncia penale per violazione della normativa sul riciclaggio.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate

Per chi non lo sapesse, in base agli accordi stipulati con l’Italia, le banche svizzere, sono obbligate dalla legge elvetica a comunicare alle autorità fiscali interne i rapporti di conto corrente aperti a favore di non residenti che dovranno essere resi noti al fisco del Paese di appartenenza. Così il conto corrente del contribuente residente in Italia sarà conosciuto dall’Agenzia delle Entrate che verificherà se è stato compilato il quadro RW della dichiarazione dei redditi. Non sono pochi i casi finora accertati in cui l’Agenzia delle Entrate invita i frontalieri o chi detiene conti correnti svizzeri a regolarizzare la propria posizione.

Al vaglio anche la lista “Panama Papers”

Tutti gli italiani titolari di conti bancari in Svizzera saranno quindi controllati. Secondo quanto riferisce Italia Oggi, pare siano state trasferite all’Agenzia delle Entrate anche le informazioni relative ai titolari italiani delle società appartenenti alla lista, diffusa nel 2016, denominata “Panama Papers” e quelle dei contribuenti elencati nella lista del Credit Suisse del 2014 per la quale sono in corso anche indagini da parte della Procura di Milano.

Il numero di soggetti interessati dallo scambio di informazioni in esame, quindi, potrebbe essere significativo e le conseguenze giuridico-tributarie di tali procedure impongono una riflessione sulle soluzioni percorribili in relazione alle verifiche che ne conseguiranno.

Il conto corrente in Svizzera va dichiarato

La legge italiana obbliga però i residenti in Italia a dichiarare i beni detenuti all’estero, compresi i conti correnti e i depositi ad esso collegati. Dal 2017, poi, è attivo lo scambio automatico di informazioni fra la Svizzera e l’Italia nell’ambito dell’attività di monitoraggio fiscale e per la lotta al riciclaggio, per cui è bene che il contribuente sappia come deve comportarsi per essere in regola col fisco in Italia. Poiché oggi tutte le informazioni viaggiano in automatico su internet attraverso l’incrocio di banche dati, la segretezza del conto in Svizzera non esiste più per le persone fisiche residenti in Italia.

La dichiarazione nel quadro RW

Il conto corrente svizzero aperto da un soggetto residente fiscalmente in Italia obbliga il contribuente alla compilazione dell’apposito quadro RW del modello Unico di dichiarazione dei redditi nel quale verranno indicate le somme detenute. Qualora la giacenza media annua superi i 5.000 euro, il contribuente dovrà versare l’imposta Ivafe di euro 34,50 a mezzo modello F24, come avviene per i conti correnti italiani soggetti a imposta di bollo. Diversamente il conto corrente svizzero sarà causa di sanzioni e di notevoli problematiche che possono portare anche a risvolti penali.

 

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