Agevolazione prima casa in Italia, il residente all’estero può averla?

L’agevolazione prima casa consiste nel pagare imposta di registro, ipotecaria e catastale in misura ridotta rispetto a quelle ordinarie

di , pubblicato il
Agevolazione prima casa in Italia, il residente all’estero può averla?

Anche chi risiede all’estero ed acquista in Italia una “prima casa” può godere delle relative agevolazioni, laddove siano rispettati tutti i requisiti previsti.

La domanda che si si pone, tuttavia, in questo caso è se questi deve comunque trasferirvi la residenza. Vediamo cosa ne pensa l’Agenzia delle Entrate.

L’agevolazione prima casa

Chi acquista un immobile in Italia, che rappresenti la c.d. “prima casa”, ha diritto a pagare, all’atto di compravendita, imposte di registro, ipotecarie e catastali in misura ridotta rispetto a quelle ordinarie.

Si può parlare di prima casa, laddove, in capo all’acquirente l’immobile si verificano, congiuntamente, le seguenti condizioni:

  • l’immobile che si acquista non deve appartenere alle categorie catastali di lusso (quindi non devono essere A/1, A/8 ed A/9)
  • l’immobile che si acquista deve essere situato nel comune in cui l’acquirente ha la propria residenza oppure ve la stabilisce entro 18 mesi dall’acquisto o nel comune dove svolge la sua attività lavorativa
  • il compratore non deve essere titolare esclusivo, o in comunione con il coniuge, dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile
  • l’acquirente non deve essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo.

Ad ogni modo è previsto che il beneficio prima casa è ammesso anche nel caso in cui chi acquista l’immobile, in quel momento, è già possessore di altro immobile acquistato anch’esso con la stessa agevolazione ma procede a vendere quest’ultimo entro 1 anno dall’atto di acquisto della nuova casa.

Laddove ciò non sia fatto, si decade dall’agevolazione, con conseguente applicazione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, della sanzione pari al 30% delle stesse imposte e degli interessi.

La tassazione di favore, inoltre, spetta, limitatamente alle imposte ipotecaria e catastale, anche nel caso in cui si acquisti la “prima casa” per donazione o per successione mortis causa

Le imposte da pagare

Nel rispetto di tutti i citati requisiti, si pagano le seguenti imposte ridotte:

  • se trattasi di acquisto non soggetto ad IVA
    • imposta di registro pari al 2% (invece che 9%) del valore dell’immobile (con importo minimo di 1.000 euro)
    • imposta ipotecaria ed imposta catastale, pari a 50 euro ciascuna
  • se trattasi di acquisto soggetto ad IVA
    • imposta di registro, ipotecaria e catastale, pari a 200 euro ciascuna
    • IVA al 4% (invece che al 10%).

L’agevolazione chi risiede all’estero

Dopo la doverosa ricostruzione, la stessa normativa agevolazione prima casa, stabilisce che il beneficio si applica anche nell’ipotesi in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, a condizione che l’immobile acquistato costituisca la “prima casa” nel territorio italiano e senza alcun obbligo di fissare la residenza.

Tale precisazione è ricordata dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare n. 38/E del 2005 e nella più recente Risposta n. 751 del 28 ottobre 2021.

Potrebbero anche interessarti:

Argomenti: , ,