Smart working e l’impatto sui lavoratori del lavoro agile

Lavorare da casa ha cambiato gli stili di vita delle persone e avuto anche un forte impatto per quanto riguarda l’economia e la società.

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Smart working cosa cambia dal 18 ottobre

Lo smart working è ormai entrato nella vita di molte persone. In realtà, il termine indica un modo agile di lavorare che prevede, appunto, le mansioni svolte da casa di tanto in tanto. Negli ultimi mesi, invece, e molto probabilmente anche in futuro, assisteremo ad una vera e propria digitalizzazione del lavoro, con molte mansioni che saranno svolte sempre da remoto. 

Stili di vita diversi

Lavorare da casa ha cambiato gli stili di vita delle persone e avuto anche un forte impatto per quanto riguarda l’economia e la società. Dal punto di vista del risparmio, infatti, gli italiani che operano da remoto sono riusciti a risparmiare molto più denaro non dovendo più spenderlo per i mezzi pubblici o il carburante per raggiungere il luogo di lavoro, senza contare il denaro risparmiato per mangiare fuori o per i vari spuntini.

Ovviamente, si spende di più per l’elettricità o il riscaldamento ma queste voci sembrano meno influenti rispetto alla spesa per il carburante. 

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Cambiamenti sociali

Vari anche i cambiamenti sociali. Lavorando da casa, se da un lato si riesce a gestire meglio la vita privata, dall’altro in molti lamentano la mancanza di socialità e il contatto con i colleghi. Nelle forme più gravi in molti hanno lamentato persino ansia, stress e sindrome della capanna.

 

Tra i lati negativi è stata segnalata anche la connessione continua, ossia si tende ad essere sempre connessi o molte più ore rispetto al solito. Anche le relazioni familiari hanno subito dei cambiamenti. Basti pensare che in Francia sono aumentati i divorzi causati del lockdown.

 

 

C’è poi il fattore strettamente economico legato allo svuotamento delle città per la mancanza di pendolari che raggiungono i centri urbani. A rimetterci sono tutte quelle attività economiche come bar, ristoranti o lavanderie che ora rischiano la chiusura. Anche il mercato immobiliare si è spostato verso le periferie, i borghi o le città di provincia. Segno che lo smart working ha davvero cambiato il modo di vivere.

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