Smart working e l’effetto disastroso per bar e ristoranti: cosa si rischia

Le conseguenze dello smart working per ristoranti e bar: perdite di fatturato importanti.

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Le conseguenze dello smart working per ristoranti e bar: perdite di fatturato importanti.

Lo smart working, abbiamo visto, ha moltissimi benefici ma anche alcuni svantaggi da considerare. Da quando molti italiani hanno iniziato a lavorare da casa, infatti, si sono ridotti i consumi nei pubblici esercizi e nei ristoranti. Si parla di un calo pari a 250 milioni di euro.

Le conseguenze dello smart working per ristoranti e bar

Secondo Confesercenti, considerando anche la mancata spesa turistica, viene indicato il 35% in meno di fatturato. Il legame con lo smart working è semplice. Quando i lavoratori operavano negli uffici o nelle fabbriche, usavano spesso pranzare fuori o comunque andare al bar. Con il lockdown e il lavoro agile questa abitudine è venuta meno e molti ristoranti hanno risentito pesantemente dell’assenza dei lavoratori che durante la settimana popolavano i locali. Secondo Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet «Occorre un approccio `laico´ al tema smart working, senza demonizzarlo ma avendo allo stesso tempo ben chiari i possibili effetti collaterali sul tessuto imprenditoriale e anche sui lavoratori». Il rischio per le imprese, infatti, è che tra qualche mese debbano abbassare le saracinesche se non ci saranno cambiamenti.

Dipendenti di Google in smart working fino al 2021

Nel frattempo lo smart working ha investito la vita di moltissimi lavoratori tanto che anche Google ha chiesto ai suoi dipendenti di lavorare da casa fino al 2021. Come scrive il Wall Street Journal, Google avrebbe chiesto a 200mila dipendenti di lavorare in smart working fino al prossimo anno. Tra i motivi anche la volontà di venire incontro ai dipendenti che hanno figli che molto probabilmente dovranno affrontare lezioni da remoto. All’inizio il colosso aveva pensato di far tornare in ufficio i suoi dipendenti a settembre ma ora, con il propagarsi del virus, sembra che sia stato tutto spostato al 2021.

Google non è neppure l’unica azienda ad aver scelto lo smart working a tempo indeterminato. Anche Twitter aveva fatto lo stesso, chiedendo ai dipendenti di lavorare da casa fino a quando volevano.

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