Ronaldo alla Juve, ecco perché l’attaccante del Real non squilibrerà i conti bianconeri

Cristiano Ronaldo alla Juventus sarà un affare. Ecco alcuni numeri che smentirebbero i rischi per le casse bianconere.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Cristiano Ronaldo alla Juventus sarà un affare. Ecco alcuni numeri che smentirebbero i rischi per le casse bianconere.

I tifosi bianconeri dovranno pazientare ancora diversi giorni prima di poter accogliere a Vinovo il nuovo acquisto della Juventus, niente di meno che Cristiano Ronaldo. L’attaccante del Real Madrid si trova in vacanza in Grecia, ma pare che non abbia più dubbi sul suo trasferimento a Torino, avendo già dato la parola ad Andrea Agnelli. Sono numerosi i segnali di un’operazione prossima al buon esito. Bisogna attendere le dovute formalità, con il cda del Real, in programma in questi giorni, che certamente inserirà l’affare CR7 nell’ordine del giorno. I blancos si attendono di incassare un centinaio di milioni dalla cessione alla Juve, pur in presenza di una clausola da 1 miliardo, che dal gennaio scorso è stato pattuito verbalmente con l’attaccante portoghese che rimarrà valida solo per le competitor spagnole e nei confronti del Manchester United. Per questo, il clima è di grande ottimismo a Torino, dove si ritiene di poter chiudere entro il fine settimana. Del resto, nel mondo degli affari una non smentita equivale a una conferma. E dalle parti di CR7 non sono affatto arrivate smentite, ma segnali a mezzo social sulla sua volontà di indossare la maglia bianconera.

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Adesso, è tempo di conti in tasca alla società. Sarà in grado di sostenere un acquisto, che varrebbe nel suo complesso non meno di 350 milioni di euro in 4 anni tra ingaggio netto di 30 milioni a stagione e pagamento della clausola rescissoria? Esistono due numeri a cui guardare per capire il futuro a breve della Juve: il saldo del calciomercato estivo e il rapporto tra ingaggi lordi e ricavi per la stagione 2018/2019. Per le regole del “fair play” finanziario, la UEFA accende i fari quando tra acquisti e cessioni, un club europeo chiude una sessione di calciomercato con uno sbilanciamento di almeno 100 milioni di euro. E gli ingaggi lordi, sommati agli ammortamenti, non dovrebbero superare il 70% dei ricavi stagionali.

Ora, facciamo qualche calcolo. Nella stagione 2017-’18, la Juventus ha speso in ingaggi lordi qualcosa come sopra i 150 milioni di euro, mentre gli ammortamenti relativi ai cartellini pagati hanno pesato per altri più di 92 milioni. In totale, quindi, circa 245 milioni, ovvero quasi il 45% del fatturato, stimabile intorno ai 550 milioni di euro, sebbene il bilancio debba ancora essere pubblicato. Con l’affare Ronaldo, avremmo sui 55 milioni lordi di maggiori stipendi, a cui vanno sommati non meno di 25 milioni di ammortamenti annuali. Parliamo di 80 milioni in più. Tuttavia, bisogna anche fare i conti con i calciatori in arrivo e quelli in uscita dalla rosa. Ebbene, si consideri che il solo addio di Gigi Buffon equivale 8,33 milioni di stipendi in meno da pagare annualmente per la Juve, che risparmierà anche sugli stipendi di Stephan Liechsteiner e Kwadwo Asamoah, ma in partenza vi saranno pure Gonzalo Higuain, Daniele Rugani, Claudio Marchisio, Stefano Sturaro e Mario Mandzukic. In totale, qualcosa come altri più di 50 milioni di stipendi lordi in meno da pagare e altri 26,5 milioni di minori ammortamenti a bilancio.

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E gli ingressi? Mattia Perin, Mattia Caldara, Leonardo Spinazzola, Joao Cancelo ed Emre Can per complessivi 24,5 milioni, a cui vanno aggiunti altri 16 milioni di maggiori ammortamenti. In definitiva, la Juve avrebbe un monte-ingaggi di quasi 287 milioni per la stagione prossima, pari a circa il 52% dei ricavi, nel caso in cui questi restassero stabili. E c’è di più. Il croato Miralem Pjanic ha ricevuto un’offerta da 7,5 milioni all’anno dal Barcellona, quando in maglia bianconera ne percepisce 4,5 milioni netti. Per questo, vorrebbe andare via e se Giuseppe Marotta desse l’ok, sarebbero altri 16 milioni in meno tra ingaggi e ammortamenti per le casse juventine, anche se bisogna vedere se il centrocampista verrebbe sostituito con qualche altro acquisto e a quali cifre. In ogni caso, la cessione avverrebbe a 80 milioni di euro, altra liquidità preziosa che entrerebbe nelle casse del club, consentendogli di maturare una plusvalenza di ben 60 milioni, che si andrebbe a sommare ai quasi 40 di quella relativa a Higuain e alla ventina di Rugani. E poiché le plusvalenze s’iscrivono a bilancio subito, a differenza dei costi di acquisto che vengono spalmati nell’arco di durata dei contratti, per l’anno prossimo i ricavi salirebbero di almeno una ventina di milioni, senza nemmeno tenere conto dell’effetto Ronaldo.

Tenuto conto che solo tra Higuain e Rugani, le cessioni varrebbero 100 milioni, compensando perfettamente il prezzo del cartellino per CR7 e che parte di questi o dell’ingaggio, si vocifera, dovrebbe essere sostenuto da Ferrari, brand del gruppo automobilistico FCA della famiglia Agnelli, si capisce come la situazione finanziaria non sia affatto allarmante, come parte della stampa sportiva sta cercando di dipingere in questi giorni, paventando per la Juve il rischio di seguire il Milan nella strada delle sanzioni UEFA. Anche perché se c’è una ragione per la quale un club calcistico dovrebbe ingaggiare Ronaldo, questa sta non solo nelle notevoli potenzialità sportive del 33-enne 5 volte Pallone d’Oro, bensì pure nella sua straordinaria capacità di allargare il giro d’affari, tra tifosi allo stadio, merchandising e sponsor. Si pensi solo che rinnovare l’abbonamento in Tribuna Nord costerà quest’anno 100 euro in più, ovvero 595 euro.

I freddi numeri non spiegano da soli la ragione per cui Agnelli stia puntando le sue carte sul portoghese. La Juve è un club di alto livello in Europa, ma rispetto alle grandi spagnole e inglesi, ad esempio, resta priva di fenomeni che possano renderne più allettante il marchio, oltre che siano in grado di fare la differenza nelle gare decisive in Champions League, la cui coppa manca a Torino da ben 22 anni. L’affare del secolo potrebbe sovvertire questo destino, fungendo da contro-esodo per tutto il calcio italiano, che mai come in questi anni sta rischiando di restare fermo, mentre altri campionati sinora secondari – vedasi la Ligue 1 della Francia – avanzano. La Serie A dei pasticci sui diritti TV, del Milan espulso dall’Europa League e di Inter e Roma con i conti sotto controllo della UEFA ha bisogno di un colpo d’ali. Il solo fatto che Ronaldo preferisca la Juve a un’offerta da 100 milioni arrivatagli nelle scorse ore dalla Cina potrebbe segnare la fine del dannato incantesimo a cui sembra soggiacere da anni il calcio italiano.

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Argomenti: Economia nel pallone

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