Pensione con 41 anni di contributi: quanto ci costa?

La pensione con 41 anni di contributi quanto ci costa? La risposta a questa domanda rende difficile, anzi impossibile, il raggiungimento di un accordo tra sindacati e Governo.

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Pensioni 41 anni di contributi, quanto ci costa?

La pensione con 41 anni di contributi quanto ci costa? La risposta a questa domanda rende difficile, anzi impossibile, il raggiungimento di un accordo tra sindacati e Governo.

Le possibilità di Quota 41 sono prossime allo zero. Il costo per il nostro Paese risulterebbe insostenibile, soprattutto considerando la proposta delle parti sociali della Quota 41 per tutti, indipendentemente dall’età anagrafica, piuttosto che mantenerla riservata ad alcune categorie di lavoratori precoci. Difficilmente, il Governo accetterà una proposta del genere perché potrebbe impattare ancor più di Quota 100 in termini di costi.

Quanto costerebbe un’operazione del genere?

Pensione con 41 anni di contributi: perché ha possibilità zero

L’Esecutivo ha manifestato più volte di non avere intenzione di incrementare la spesa per le pensioni: resterà in linea con le richieste UE.

Lo stesso Governo Conte I (il più dispendioso in fatto di pensioni) ha preferito optare per la meno costosa Quota 100 piuttosto che approvare Quota 41, figuriamoci se intenderà farlo il Governo Draghi vincolato com’è alle raccomandazioni UE per accedere alle risorse del Recovery Plan.

E, poi, parliamoci chiaro: Quota 41 per tutti penalizzerebbe anche le donne per la difficoltà di maturare 41 anni di contribuzione.

Quanto ci costerebbe Quota 41 per tutti?

Senza prevedere alcuna penalizzazione, Quota 41 per tutti, senza vincoli (senza considerare più soltanto lavoratori precoci e categorie per cui è prevista una maggiore tutela) costerebbe parecchio, davvero troppo.

Quanto? Almeno 12 miliardi di euro in più ogni anno. Impossibile trovare le risorse necessarie per coprire un costo così elevato.

L’Italia è uno dei Paesi che spende di più per le pensioni: attualmente, il costo si aggira intorno ai 300 miliardi di euro all’anno (praticamente, il 16,7% del PIL nazionale).

Un importo che tenderà ad aumentare in futuro anche a causa di Quota 100. Senza calcolare altre misure di flessibilità in uscita, la spesa a fine 2036 dovrebbe toccare il 17,4% del PIL.

La Lega ha previsto una penalizzazione: ecco perché

Non a caso, la Lega che sostiene Quota 41 per tutti, prevede una penalizzazione per chi decide di prepensionarsi con questa misura.

La penalizzazione sarebbe la stessa di Opzione Donna: il ricalcolo interamente contributivo. In questo modo, da una parte, la spesa sarebbe più sostenibile, dall’altra, meno conveniente per i lavoratori.

Per quanto apprezzabili, le proposte dei sindacati sono troppo ‘ambiziose’, implicano un pericoloso innalzamento della spesa previdenziale.

E’ impossibile pensare ad una pensione a 62 anni di età (indipendentemente dagli anni di contribuzione) o a 41 anni di contributi senza prevedere penalizzazioni in uscita.

Bisogna guardare in faccia la realtà, soprattutto in un contesto in cui l’Unione Europea raccomanda al nostro Paese di attuare appieno la Legge Fornero. Più che una raccomandazione, è una condizione fondamentale per ottenere le risorse del Recovery Plan.

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