Morire per uno shampoo e un dentifricio nell’Italia del “cashback”

Furto al supermercato trasformatosi in tragedia. Un uomo muore per uno shampoo e un dentifricio dal valore commerciale complessivo inferiore ai 5 euro. E l'Italia rinchiusa nei palazzi disquisisce di lotta ai pagamenti in contante.

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Furto al supermercato trasformatosi in tragedia. Un uomo muore per uno shampoo e un dentifricio dal valore commerciale complessivo inferiore ai 5 euro. E l'Italia rinchiusa nei palazzi disquisisce di lotta ai pagamenti in contante.

Pagare con carta di credito, bancomat o in contanti al supermercato? Quali spese potranno essere detratte dal prossimo luglio, sempre che regga l’accordo trovato nella nottata passata tra i partiti della maggioranza? E l’IVA sui pagamenti elettronici verrà rimborsata con il “cashback”? Tutti interrogativi biblici a cui il governo e il Parlamento offriranno risposte entro poche settimane. Nel frattempo, c’è un’Italia che vive quasi estraniandosi dalle chiacchiere dentro ai palazzi romani. E’ notizia di questi giorni che un signore di 67 anni a Bolzano sia morto dopo essere stato sorpreso dai dipendenti di un supermercato a rubare una confezione di shampoo e un dentifricio. Chiamata la polizia per segnalare il furto, all’arrivo degli agenti l’uomo è stato colto da un infarto fatale. A nulla sono valsi 20 minuti di rianimazione.

Il povero disgraziato era conosciuto dai dipendenti e si dice avesse problemi di salute. Ma quel che rileva in questa tristissima storia è che nella parte più ricca dell’Italia e nell’anno di grazia 2019 ci possa essere qualcuno che muoia per la vergogna di essere stato pizzicato a rubare merce dal valore di mercato di qualche euro. Tra shampoo e dentifricio, quasi certamente parliamo di meno di 5 euro; non sarebbe servita neanche una banconota per il pagamento, semmai qualche pezzo di metallo. E per tanto è morto un uomo in Italia.

Precisiamo che un furto è furto, anche quando riguardasse una mela. Qualcuno noterà che i due prodotti rubati non fossero generi alimentari, bensì legati all’igiene personale, comunque beni di prima necessità per una vita minimamente dignitosa. Il punto è un altro: i governi che sproloquiano di “cashback”, che vorrebbero far passare ogni centesimo percepito sui conti correnti e costringere tutti a pagare con carta conoscono le condizioni dell’Italia reale? Sanno che esiste un’economia sommersa diversa dalle attività criminali e che consente a tanti italiani, specie nel Meridione, di evitare di fare la fine del pover’uomo di Bolzano o hanno perso di vista che il loro obiettivo sia di allargare quell’area del benessere per includervi quanti più cittadini possibile?

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