Mille tonnellate di oro italiano negli USA? Ecco i numeri di Bankitalia

Forse, da 1.000 a 1.200 tonnellate di oro italiano si trovano nei forzieri di Fort Knox negli USA. Se così fosse, rischiamo di avere perso quasi la metà delle nostre riserve ufficiali.

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Anche l’Italia ha molte tonnellate di oro depositate nei caveau di Fort Knox, presso la Federal Reserve. La conferma ufficiale arriva dalla Banca d’Italia, che in suo recente documento – ignorato dalla stampa nazionale – ha fornito cifre abbastanza dettagliate sulla situazione.

Le cifre ufficiali

Partiamo dal dato forse più importante e noto da tempo: l’Italia possiede riserve ufficiali di oro per 2.451,8 tonnellate, al terzo posto nel mondo dopo gli USA e la Germania. Di queste, spiega il documento, 1.199,4 tonnellate si trovano nei caveau di Palazzo Koch. Per il resto, più della metà si trova a New York, presso la sede della Federal Reserve, il resto è depositato presso la Bank of England, a Londra, e la Swiss National Bank di Berna.

Delle 1.199,4 tonnellate di oro in Italia, 1.195,3 sono in forma di lingotti e 4,1 tonnellate in forma di monete (871.713 unità).

Ora, nel documento non è indicata la quantità esatta di oro italiano presso Fort Knox. A rigore, dovremmo concludere che sia almeno pari a 626,2 tonnellate, che rappresentano la metà esatta di tutto l’oro che non si trova in Italia. Tuttavia, nello stesso documento è spiegato che a New York si trova la gran parte dell’oro italiano all’estero e che a Berna e Londra vi sono solamente “quantità di minore dimensione”. Di fatto, alla fine del 1969, risultano depositate a Londra appena 12 tonnellate di oro ed è realistico ipotizzare che la quantità non sarà mutata granché la quantità da allora. In Svizzera, poi, dovrebbe trovarsi solo una quantità residuale di poche tonnellate di lingotti italiani.

Delle oltre 1.250 tonnellate di oro all’estero, quindi, mille tonnellate o forse anche 1.200 potrebbero trovarsi in America e soltanto poche decine di tonnellate di lingotti si troverebbero a Londra e Berna.

Sempre nel documento, poi, si legge che la Banca d’Italia avrebbe verificato l’esistenza di tale oro, secondo una rassicurazione che un paio di anni fa era arrivata anche dalla Bundesbank, che nel frattempo ha, però, dovuto rinunciare a rimpatriare le 300 tonnellate chieste indietro agli USA, date le difficoltà evidenti dell’operazione. Buona parte dell’oro tedesco, infatti, depositato a Fort Knox non sarebbe più nella disponibilità “fisica” della Fed e forse ne è stata, addirittura, ceduta a terzi la titolarità. Chi ci dice che non sia accaduto lo stesso anche con l’oro italiano?

 

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Quanto alla storia del nostro oro, alla fine del 1957, l’Italia possedeva ancora solo 402 tonnellate, salvo salire a 2.560 tonnellate negli anni Settanta. Alcune operazioni, tra cui la partecipazione al Sistema Monetario Europeo prima e all’Eurozona dopo, hanno determinato un lieve calo delle disponibilità negli anni ultimi trenta anni dai massimi raggiunti.

Il dubbio terribile è che l’America abbia dismesso il nostro oro a terzi nel mondo, senza che sia possibile un suo rimpatrio, nemmeno volendo. Parliamo di quasi la metà delle nostre riserve di oro.

 

 

 

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