Lavorare a Ferragosto è obbligatorio o no? Nuovi casi sul lavoro festivo e il business del profitto

In questo periodo di partenze e vacanze torna in auge il tema del lavoro a Ferragosto.

di Chiara Lanari, pubblicato il
In questo periodo di partenze e vacanze torna in auge il tema del lavoro a Ferragosto.

Lavorare a Ferragosto è un obbligo oppure no? E’ notizia di questi ultimi giorni, ma verrebbe da dire anche degli ultimi anni, di lavoratori quasi obbligati a lavorare il giorno di festa. Ne ha parlato di recente anche il Resto del Carlino; operai e lavoratori costretti a lavorare per stare al passo con la clientela straniera che del 15 agosto è totalmente disinteressata.

I casi

Secondo quanto riporta il noto quotidiano, molte aziende rimangono aperte anche il giorno di Ferragosto per non perdere clienti stranieri che altrimenti sarebbero pronti a cambiare fornitore. Gli esempi riportati sono tanti. C’è la cooperativa di camionisti di Pesaro, la Carp, per cui molti camionisti hanno spiegato che «Noi siamo aperti sempre, anche il giorno di Ferragosto. Trasportiamo con le nostre autocisterne alimenti e carburanti. Dobbiamo garantire il trasporto in tutta Italia e all’estero anche di prodotti agricoli e non possiamo certo fermarci» oppure la  Ctf di Sant’Ippolito, il cui l direttore Giorgio De Santis ha spiegato a Il Resto Del Carlino l’apertura anche a Ferragosto perché Se non lo facessimo, ci sarebbero pronti gli autisti dell’Est che vengono pagati 500 o 600 euro al mese”.

In Puglia, i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno annunciato uno sciopero contro le aperture dei negozi a Ferragosto. Perchè se i casi delle aziende aperte sono più rari, quello dei negozi o del settore commercio non lo sono affatto. I sindacati hanno così rilanciato una protesta  per affermare “la contrarietà alle aperture dei negozi, supermercati, Iper e Centri Commerciali in prossimità delle festività nazionali” e chiedere il rispetto dei valori per le persone”. Insomma, il commercio non deve essere una necessità anche a Ferragosto, un tema che torna in auge dopo Natale, Pasqua, il 1 maggio e tutte le festività in cui chi opera in questi settori spesso è costretto a rinunciare al riposo per un obbligo consumistico. Si parla di diritti cancellati in nome della crisi e di ridare dignità ai lavoratori che il 15 agosto dovrebbero passarlo con le famiglie. Una protesta in cui si invita anche i consumatori a non fare la spesa il giorno 15: “Chiediamo di sospendere la spesa nel giorno di Ferragosto e concedere una tregua ai propri borsellini”.

Lavorare a Ferragosto non è un obbligo

Un tema che hanno affrontato spesso i sindacati secondo cui il lavoro a Ferragosto non è obbligatorio. Si tratta di lavoro nei giorni festivi, in cui il lavoratore ha diritto di scegliere se recarsi a lavoro o no. Il discorso riguarda soprattutto i dipendenti di supermercati e centri commerciali, che spesso sono aperti anche durante le feste per una vera e propria strategia di business ossia massimizzare i profitti proprio quando molti lavoratori sono a casa e magari potrebbero voler fare shopping. Non si parla però di servizi essenziali come quelli che offrono medici, infermieri, forze dell’ordine etc, ecco perchè il lavoro a Ferragosto non è obbligatorio. In ogni caso, chi sceglie di lavorare a Ferragosto lo fa per ottenere un incremento del salario che nel caso del settore commercio è fissato nel 30% in più della retribuzione prevista. In genere, per gli altri settori, la percentuale è fissata tra il 20% e il 60% in più. Per chi invece sceglie di non lavorare non succede nulla. A ribadirlo anche FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS UIL dell’Emilia Romagna, che già lo scorso anno avevano invitato ad astenersi dal lavoro il 15 agosto e nella pagina della Cigl si leggeva “La disponibilità al lavoro festivo è una scelta libera e autonoma di lavoratrici e lavoratori. Recenti sentenze confermano questa impostazione. Il datore di lavoro non può imporre al dipendente di lavorare in una giornata festiva e definisce illegittima l’eventuale sanzione disciplinare a punizione del rifiuto al lavoro festivo, se non vi sia stato preventivamente un assenso di quest’ultimo”. 

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Argomenti: Banche italiane, Economia Italia