La Juventus dà l’addio a Dybala e mette nel mirino Donnarumma

Niente rinnovo del contratto per Dybala, che andrà via dalla Juventus a fine stagione. I bianconeri hanno due giocatori nel mirino.

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Dybala e Donnarumma, cosa succede alla Juventus

Non ci sarà alcun rinnovo del contratto con la Juventus per Paulo Dybala, che darà l’addio alla società bianconera al termine della stagione dopo ben sette anni. E dire che ad ottobre la firma c’era quasi stata, poi le parti si sono allontanate sulla richiesta dell’argentino di ottenere un miglioramento dello stipendio rispetto ai 7,5 milioni netti attuali percepiti. Ma, soprattutto, non gli era andata giù che neppure dopo l’addio di Cristiano Ronaldo, la Vecchia Signora lo avesse fatto il perno della rosa. Il resto lo hanno determinato gli scarsi risultati sportivi di questa stagione: appena 8 reti in 21 presenze di Serie A. Pochi per sperare in un trattamento migliore. Già con l’arrivo di Dusan Vlahovic dalla Fiorentina a gennaio, le speranze di un rinnovo contrattuale si erano ridotte. Con il mancato approdo ai quarti di Champions League, si trattava solo di ufficializzarlo.

Adesso, i riflettori si sono accesi su Nicolò Zaniolo, in forze alla Roma. Sarà probabilmente il 22-enne attaccante della Nazionale a rimpiazzare Dybala alla Juventus. Del resto, lo stipendio che gli corrisponde il club giallorosso non è all’altezza del suo status: appena 2,5 milioni di euro. E per Andrea Agnelli è una buona notizia, dato che potrà permettersi di ingaggiarlo a uno stipendio più alto risparmiando ugualmente sulla massa salariale. Il suo contratto nella Capitale scade, però, nel giugno 2024. Se la Juventus vorrà portarlo a Torino, probabilmente dovrà staccare un assegno di almeno 50 milioni, specialmente se (come speriamo tutti) l’attaccante ligure si rivelerà determinante per consentire agli Azzurri di partecipare ai Mondiali in Qatar vincendo gli spareggi.

Via Dybala, arriva anche Donnarumma?

E nel futuro bianconero non ci sarebbe solamente Zaniolo.

S’infittiscono le voci di un ritorno in Serie A di Gigio Donnarumma, che dopo avere commesso la stupidaggine di lasciare il Milan per giocare al PSG, adesso sembra amaramente pentito della scelta. Anzitutto, ha contro la stampa francese e parte dello stesso spogliatoio per i presunti cattivi risultati del club, fermatosi agli ottavi in Champions, pur con una rosa stellare che vede la presenza di giocatori come Neymar, Lionel Messi e Mbappé. La verità è che gioca tra i pali part-time e questo non depone a favore della sua carriera, specie in ottica Nazionale. Difficile un ritorno al Milan, più probabile proprio alla Juventus, sebbene dopo un esordio imbarazzante, il polacco Wojciech Szczesny abbia proseguito la stagione in maniera ben più convincente.

C’è un “ma”: Donnarumma al PSG prende 12 milioni netti a stagione e di cartellino ne costerebbe sui 65 milioni. Tuttavia, lo sceicco del Qatar potrebbe optare per liberarsene, pur di non tenere in rosa un giocatore controvoglia e su cui non riporrebbe grandissima fiducia. Cedere il polacco, invece, ad Agnelli farebbe incassare non più di una quindicina di milioni, ma a fronte di un risparmio di 6,5 milioni netti a stagione. Facendo due conti, avremmo che Zaniolo e Donnarumma alla Juventus costerebbero ai rispettivi stipendi attuali 14,5 milioni netti, ma a fronte di 14 milioni netti risparmiati rimpiazzando Dybala e Szczesny. A conti fatti, poi, Donnarumma potrebbe accontentarsi di qualche milione in meno, mentre Zaniolo si vedrebbe alzato lo stipendio di qualche milione.

Resta il costo dei cartellini. In ballo ci sarebbero sui 120 milioni. Troppi per una società che ha chiuso l’ultimo bilancio in rosso di 210 e il primo semestre di questa stagione di 119 milioni. D’altra parte, l’aumento di capitale da 400 milioni varato a fine 2021 è avvenuto proprio per rilanciare gli investimenti della società, oltre che per tamponare le perdite. E il mercato sembra pensarla così, se è vero che il mancato rinnovo di Dybala e le voci di un interesse su Zaniolo hanno fatto volare le azioni Juventus di oltre il 3% lunedì, successivamente al crollo della seduta precedente a causa dell’uscita dalla Champions.

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