Grandi aziende di revisione contabile sotto accusa: le rivelazioni di due whistleblower

Sotto accusa sono finiti colossi della revisione contabile che avrebbero commesso diversi errori nella verifica dei bilanci.

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Mauro Botta e Brett Whitaker sono stati convocati dalla Commissione sui servizi finanziari del Congresso USA per riferire in merito alle inadempienze delle principali industrie di revisione contabile, secondo quanto denunciato nel recente passato da entrambi. Secondo quanto riporta Business Insider, nell’articolo a cura della giornalista Carlotta Scozzari, sotto accuse sono finiti colossi della revisione contabile quali Pwc, EY e Kpmg. Botta, il cui nome tradisce chiare origini italiane, e Whitaker sostengono da tempo che le società appena citate abbiano commesso diversi errori nella verifica dei bilanci delle principali aziende statunitensi, tra cui anche le imprese tech della Silicon Valley.

Botta e Whitaker contro gli inglesi di Pwc

Ribattezzati con la qualifica di whistleblower (segnalatore di illeciti), Mauro Botta e Brett Whitaker puntano il dito soprattutto contro gli inglesi di Pwc (PricewaterhouseCoopers). Il primo è un ex dipendente di Pwc, e ha segnalato diverse irregolarità nei bilanci dei colossi tech che hanno sede nella Silicon Valley. Anche Whitaker sostiene le criticità nel processo di revisione contabile operato dalla società con sede a Londra, riportando la sua precedente esperienza alla Mattel. Intanto, Pwc nega ogni accusa dei due whistleblower, comprese quelle lanciate dal suo ex lavoratore.

La conferma di Pogo

Pogo (acronimo per Project On Government Oversight) ha accertato errori critici sul 20-50 per cento delle ultime analisi compiute da Deloitte, Pwc, WY e Kpmg sui bilanci delle principali aziende statunitensi. Si tratta, dunque, di una conferma rispetto ai problemi evidenziati da Botta e Whitaker in passato.

Il caso Bio-on in Italia

A proposito di bilanci irregolare, in Italia nell’anno da poco conclusosi si è molto parlato del caso Bio-on, la start-up bolognese famosa per essersi auto-proclamata l’unica azienda al mondo ad essere in grado di produrre bio-plastiche.

Bio-on, su cui oggi è in corso un processo, ha subito a fine ottobre sequestri per oltre 150 milioni di euro e le accuse di falso e manipolazione di mercato.

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