Governo Conte bis incassa la fiducia alla Camera tra le contestazioni: oggi si replica al Senato

Oggi si replica al Senato, dove Giuseppe Conte si presenterà insieme alla sua squadra di ministri per chiedere la fiducia ai senatori di Palazzo Madama.

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Oggi si replica al Senato, dove Giuseppe Conte si presenterà insieme alla sua squadra di ministri per chiedere la fiducia ai senatori di Palazzo Madama.

Alle ore 21:30 di ieri, la Camera dei Deputati ha concesso la fiducia al governo Conte bis con 343 voti a favore e 263 contrari (più tre astenuti). La giornata si era aperta con il discorso più lungo mai tenuto in Parlamento, 90 minuti durante i quali il premier Giuseppe Conte ha indicato la strada che il nuovo esecutivo giallorosso seguirà da qui in avanti.

Al pomeriggio la situazione si è resa incandescente, in occasione della replica del primo ministro alle opposizioni. Conte si è scontrato con i deputati della Lega, lanciando a ripetizione frecciate al loro indirizzo. Nell’aula di Montecitorio è scoppiato il finimondo, con urla dai banchi di Lega Nord e Fratelli d’Italia contro il Presidente del Consiglio, tanto che Fico è riuscito a stento a riportare la situazione alla normalità.

Nuovo voto di fiducia oggi al Senato

Intanto oggi si replica al Senato, dove Giuseppe Conte si presenterà insieme alla sua squadra di ministri per chiedere la fiducia ai senatori di Palazzo Madama. Un passaggio delicato, anche se i voti dovrebbero essere assicurati grazie all’apporto del partito Liberi e Uguali, rappresentato nel nuovo esecutivo da Roberto Speranza (ministro della Salute).

La contestazione in piazza

Nella giornata di ieri è andata in scena anche la vibrante contestazione di Matteo Salvini e Giorgia Meloni contro la nuova esperienza di governo. Un bagno di folla per l’ex vicepremier e ministro degli Interni, consapevole di avere dalla sua parte anche una larga fetta dell’elettorato, con gli ultimi sondaggi che assegnano alla Lega Nord il ruolo di prima forza politica in Italia. Il leader del Carroccio ha ribadito la difesa ai provvedimenti simbolo della Lega, come il Decreto sicurezza bis e quota 100, affermando di essere pronto a lasciare il governo chiuso dentro il Palazzo giorno e notte, “a Natale e a Ferragosto”.

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