Ecco come caldo torrido e aria condizionata influenzano l’economia

Le alte temperature influiscono sull'andamento dell'economia. E l'aria condizionata può fare la differenza. Parola di economista americano.

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L'aria condizionata può fare la differenza

La quarta ondata di caldo torrido che sta affliggendo l’Italia sta rendendo l’estate 2021 una delle più memorabili dal punto di vista meteo. E non solo per il Bel Paese. L’aumento delle temperature è un fenomeno globale e, a quanto pare, sta già avendo un forte impatto sull’economia. Quello che avremmo meno immaginato è come l’aria condizionata possa mutarne le sorti in un senso o nell’altro.

Lo sostengono i risultati di una ricerca pubblicata su Business Insider dal Professore dell’Università dell’Arizona, Derek Lemoine. Essi arrivano tutti alla conclusione che il caldo sia negativo per la crescita di un’economia. Per quanto lo studio sia stato condotto sulla realtà americana, le evidenze appaiono di portata generale.

Anzitutto, il caldo torrido ridurrebbe il tasso di crescita del PIL, tra l’altro rendendo i lavoratori meno produttivi. Servizi, finanza e commercio al dettaglio sarebbero i comparti maggiormente coinvolti dal problema. Secondariamente, sopra i 29-32 gradi di temperatura i raccolti iniziano a contrarsi. Ciò riduce l’offerta alimentare disponibile e innalza i prezzi, ripercuotendosi negativamente sul potere d’acquisto delle famiglie.

Aria condizionata essenziale per l’economia

Altro aspetto: i consumi di energia aumentano nelle aree e nei periodi più caldi. Ciò provoca spesso blackout, come di recente è accaduto in California. E a loro volta, essi danneggiano il business delle industrie. Per non parlare del fatto che anche i costi della bolletta elettrica tendano a lievitare. E arriviamo al quarto punto, se vogliamo il più curioso e interessante per i suoi effetti a lungo termine: il caldo tende a ridurre l’apprendimento nelle scuole.

L’economista ha trovato che nelle scuole dotate di aria condizionata il livello di apprendimento degli studenti risulterebbe più elevato rispetto a quelle sprovviste.

E poiché l’aria condizionata perlopiù manca nelle scuole frequentate dalle minoranze e, in generale, dalle fasce più povere della popolazione, si arriverebbe al risultato che l’apprendimento si ridurrebbe proprio tra questi. Nel tempo, ciò porta a un minore accumulo di conoscenze, a svolgere lavori meno qualificati e a guadagnare di meno. Ergo, le distanze tra ricchi e poveri si amplificherebbero.

L’aria condizionata, insomma, agirebbe come circolo vizioso/virtuoso. Questa considerazione sembra più tarata per la realtà americana, caratterizzata da una multietnicità spinta e da differenze rilevanti tra scuola e scuola. Ma finirebbe per riguardarci laddove lo studio avrebbe trovato che persino l’esposizione del feto alle temperature elevate ridurrebbe la sua futura capacità di apprendimento. Sembra uno spot a favore dell’aria condizionata e, in effetti, la sostanza sarebbe questa: in casa o al lavoro, accendete il condizionatore se volete evitare i danni del caldo torrido. Il fresco aiuta la mente e tiene attivi. Del resto, sarebbe il caso che le ricerche iniziassero a indagare in maniera ben più approfondita sull’impatto negativo che il caldo avrebbe sull’economia africana, in particolare.

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