Bitcoin a 4.500 dollari in Corea del Sud, perché esplode il premio sui prezzi?

Bitcoin a prezzi quasi triplicati rispetto all'inizio dell'anno, mentre in Corea arrivano a valere il 65% in più. Vediamo cosa accade a un mercato, che se fosse stato colto ai suoi esordi, avrebbe oggi reso ricchi sfondati.

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Bitcoin a prezzi quasi triplicati rispetto all'inizio dell'anno, mentre in Corea arrivano a valere il 65% in più. Vediamo cosa accade a un mercato, che se fosse stato colto ai suoi esordi, avrebbe oggi reso ricchi sfondati.

Non sembra più possibile andare dietro al boom dei Bitcoin, che ieri hanno guadagnato oltre il 10%, arrivando a 2.770 dollari e segnando un rialzo del 185% quest’anno, ma cosa ancora più strabiliante, più che raddoppiando di prezzo in appena un mese. L’esplosione di ieri sembra essere legata anche al raggiungimento di un accordo, all’interno della community di gestione della moneta digitale, sul modo con cui rispondere alla crescente domanda del mercato, aumentando le dimensione dei blocchi di blockchain per effettuare le transazioni di compravendita nel minore tempo possibile, ponendo forse fine a un dibattito lacerante da mesi e che ha fatto temere la scissione in due del mercato dei Bitcoin.

L’intesa resta tutta da verificare, ma nel frattempo il balzo delle quotazioni prosegue senza sosta, tanto che ieri risultavano inseriti in Corea del Sud ordini di acquisto a 3.800 dollari e fino a un massimo di 4.500 dollari, ovvero a premio del 65% rispetto alle quotazioni di Coindesk. Un differenziale enorme, che non troverebbe più spiegazione nei bassi volumi di negoziazione nella penisola asiatica, visto che al momento le tre piattaforme attive risultano processare transazioni per un controvalore quotidiano di 229 milioni di dollari. (Leggi anche: Monete digitali, business da 60 miliardi)

Le ragioni del premio in Corea del Sud

E allora che sta succedendo? A fronte di una domanda esplosiva in Corea del Sud, l’offerta non riesce a tenere il passo, anche per le restrizioni previste dalle leggi locali sugli investimenti superiori ai 10.000 dollari. Toccata questa soglia, infatti, gli operatori dei Bitcoin sono costretti a contattare il cliente per richiedergli informazioni supplementari, rallentando le transazioni. Le regole restrittive anche per l’apertura di un conto bancario da parte degli stranieri rende poco sfruttabile l’enorme arbitraggio potenziale di questi giorni, quando con un clic, in teoria, si potrebbe realizzare una plusvalenza lorda fino al 60% in pochi secondi.

Fino a quando durerà il rally non è facile comprenderlo. Sappiamo già che in appena 5 giorni, il mercato mondiale delle monete digitali ha guadagnato il 50% del suo valore, salendo a una capitalizzazione complessiva di 90 miliardi. I soli Bitcoin valevano ieri sui 44-45 miliardi. Ethereum, la principale “criptomoneta” avversaria perdeva, invece, il 20%, dopo avere guadagnato in meno di un mese il 330%. (Leggi anche: Il boom di Ethereum scalfisce il primato dei Bitcoin tra le monete digitali)

Investimento ultra-redditizio

Opportunità di investimento e di realizzazioni enormi e immediate, tanto da non potere più essere ignorate nemmeno dal grande pubblico, specie in un’era di rendimenti magrissimi, pur correndo rischi altrettanto alti. Si pensi a un dato sbalorditivo: chi nel 2009 avesse investito anche solo 100 dollari nell’acquisto dei Bitcoin, oggi si ritroverebbe in mano un capitale da oltre 50 milioni, entrando a pieno titolo tra i ricchissimi. Leggi anche: Nemmeno virus WannaCry scalfisce mercato Bitcoin)

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