Acqua potabile spacciata per terapeutica: la truffa di AcquaUro e AcquaEndo

E' scattato il maxi sequestro dei lotti di AcquaUro e AcquaEndo, vendute a quasi 2 euro al litro come acque curative ma in realtà era semplice acqua potabile.

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E' scattato il maxi sequestro dei lotti di AcquaUro e AcquaEndo, vendute a quasi 2 euro al litro come acque curative ma in realtà era semplice acqua potabile.

I lotti di AcquaUro e AcquaEndo presenti in Italia sono stati sequestrati su ordine del gip Anna Calabi, come richiesto dal pm Mauro Clerici, dopo la scoperta della truffa ai danni di un pensionato 82enne. Oltre ai lotti di acqua, è stato disposto il ritiro dei depliant pubblicitari, dove comparivano le sigle Società italiana di endocrinologia e Società italiana di urologia. Sono poi stati oscurati anche i siti ufficiali che sponsorizzavano l’acquisto di AcquaUro e AcquaEndo. L’acqua utilizzata proveniva da quella in esubero di Fonti di Vinadio, uno stabilimento piemontese (che non risulta coinvolto nella vicenda).

Legale di Setthim iscritto nel registro degli indagati

Giuseppe Anguilla, originario di Lecce e residente in Svizzera dove riveste il ruolo di legale rappresentante di Setthim (società di diritto elvetico), è stato iscritto nel registro degli indagati. L’uomo di 54 anni è accusato di frode in commercio. La denuncia è arrivata direttamente dall’anziano signore a cui l’urologo aveva prescritto di bere l’acqua terapeutica. L’82enne, dopo aver acquistato AcquaUro e AcquaEndo, si era lamentato del fatto che l’acqua fosse molto simile a quella del rubinetto e che per acquistarla occorreva una spesa ingente.

Il caso

L’uomo che ha denunciato l’episodio da cui poi è partita l’indagine era costretto a richiedere un ordine complessivo di 24 bottiglie per un totale di 42 euro. I lotti sequestrati di AcquaUro e AcquaEndo presentavano inoltre un codice a barre quasi identico a quello presente nelle confezioni acquistabili in farmacia. Non solo, le bottiglie che contenevano semplice acqua potabile anziché acqua terapeutica si vantavano della sponsorizzazione ingannevole della Società italiana di endocrinologia e della Società italiana di urologia.

Ad oggi, mercoledì 18 dicembre, risultano oscurati i siti web di AcquaUro e AcquaEndo, in conformità del provvedimento del Gip Anna Calabi disposto su richiesta del procuratore Mauro Clerici.

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