Acqua minerale, il Ministero impone il ritiro per contaminazione da Pseudomonas: ecco le marche i lotti coinvolti

Ancora scandali sull'acqua minerale: ecco le marche e i lotti coinvolti in un'operazione del Ministero della Salute. Pericolo contaminazione.

di Alessandra Di Bartolomeo, pubblicato il
Ancora scandali sull'acqua minerale: ecco le marche e i lotti coinvolti in un'operazione del Ministero della Salute. Pericolo contaminazione.

Il Ministero della Salute ha pubblicato le marche e i lotti di una marca di acqua minerale italiana venduta anche nel nostro paese. Dopo lo scandalo che aveva colpito il Belgio (la marca era sempre italiana), ecco che ne arriva un altro: questa acqua minerale sarebbe contaminata da Pseudomonas aeruginosa. Il ritiro è stato motivato per non conformità sanitaria: diciamo immediatamente che non si tratta di un batterio particolarmente virulento per un organismo sano; il pericolo è soprattutto per le persone ‘immunodepresse’ o con quadri clinici già indeboliti da altre patologie. A rischio è soprattutto il meato urinario: se è infetto da Pseudomonas può causare infezioni piuttosto estese e provocare (in rarissimi casi) la morte per setticemia. A questo link trovate il documento ufficiale del Ministero della Salute.

Altre inchieste:

L’oscuro segreto del cioccolato: lo scandalo colpisce Ferrero, Lindt (e tanti altri)

Acqua in bottiglia: concessioni ‘regalate’, inquina e non è sicura – una vergogna italiana, ecco quanto guadagnano i produttori

Le marche e i lotti di acqua minerale contaminata da Pseudomonas

Le marche di cui il Ministero ha imposto il ritiro per contaminazione da Pseudomonas sono le seguenti:

  • Acqua Effervescente Naturale Cutolo Rionero
  • Acqua Effervescente Naturale Blues 

I lotti, invece, sarebbero i seguenti:

  • LR7248C con data scadenza di 05-09-2018
  • LR7249C – 06-09-2018
  • LR7250C – 07-09-2018
  • LR7251C – 08-09-2018
  • LR7252C – 09-09-2018
  • LR7253C – 10-09-2018
  • LR7254C – 11-09-2018
  • LR7255C – 12-09-2018

Si tratta delle confezioni da sei bottiglie. Il suggerimento del presidente dello “Sportello dei Diritti”, Giovanni D’Agata, è quanto mai chiaro: occorre comunque restituire le confezioni, se già acquistate, ai punti vendita ed evitare comunque di utilizzarla.

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Inchieste alimentari e scandali economici