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Detrazione IRPEF 65% per investimenti in start-up: la chance fiscale che vale fino a 65.000 euro (scadenza 31 maggio)

La detrazione al 65% sulle start-up innovative può valere molto, ma servono domanda MIMIT, requisiti corretti e attenzione alle scadenze.
30 Maggio 2026
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La detrazione IRPEF 65% per investimenti in start-up è una delle agevolazioni più interessanti per le persone fisiche che decidono di finanziare imprese innovative.

Il beneficio riguarda il capitale conferito in società iscritte nell’apposita sezione speciale del Registro delle imprese e richiede il rispetto di regole precise. Per gli investimenti eseguiti nel primo semestre 2025 assume particolare importanza la domanda da trasmettere al MIMIT entro il 31 maggio 2026, passaggio decisivo per rendere utilizzabile il vantaggio fiscale nel modello Redditi PF 2026.

Detrazione IRPEF 65% per investimenti in start-up: quando spetta

L’agevolazione è destinata alle persone fisiche che partecipano al capitale di una startup innovativa, sia in modo diretto sia tramite organismi di investimento collettivo che impiegano prevalentemente risorse in questo tipo di imprese.

La detrazione opera nel regime degli aiuti “de minimis” e consente di ridurre l’imposta dovuta in misura molto rilevante. Il tetto dell’investimento agevolabile è pari a 100.000 euro per ciascun periodo d’imposta. Di conseguenza, il risparmio massimo può arrivare a 65.000 euro, sempre che vi sia capienza fiscale o, nei casi ammessi, possibilità di utilizzare l’eccedenza come credito d’imposta.

Il riferimento europeo è il Reg. UE 2023/2831 sugli aiuti “de minimis”, che stabilisce un limite complessivo di 300.000 euro in tre esercizi finanziari. Questo significa che la società beneficiaria deve poter ricevere l’aiuto senza superare il massimale previsto.

Domanda al MIMIT e finestra straordinaria 2026

Per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio al 30 giugno 2025 è prevista una finestra speciale. La domanda può essere inviata entro il 31 maggio 2026. La previsione deriva dalla Legge n. 50/2026, collegata alla conversione del decreto PNRR.

L’istanza non viene trasmessa dal contribuente che ha investito, ma dal legale rappresentante della startup innovativa.

L’invio avviene tramite la piattaforma informatica del MIMIT dedicata agli incentivi fiscali in regime “de minimis”.

La regola speciale supera, per questa specifica fase, il principio ordinario previsto dal D.I. 28 dicembre 2020, secondo cui la comunicazione deve precedere l’effettivo investimento. La deroga ha quindi una funzione pratica: permette di sanare la posizione relativa agli apporti già effettuati nella prima metà del 2025.

Senza questa procedura, il beneficio maggiorato rischia di non poter essere applicato correttamente in dichiarazione.

Requisiti, vincoli e indicazione nel Redditi PF 2026

Per ottenere il beneficio, la società deve essere una startup innovativa nei primi tre anni di iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese. Lo status deve sussistere al momento dell’investimento.

Altro punto essenziale è il mantenimento della partecipazione per almeno tre anni. La vendita anticipata comporta la perdita del vantaggio, con recupero dell’imposta non versata e applicazione degli interessi. Il legislatore vuole infatti premiare gli investimenti stabili, non le operazioni di breve durata.

Nel Modello Redditi PF 2026, l’importo va inserito nel quadro RP, nella parte dedicata agli oneri che consentono una riduzione dell’imposta. Occorre indicare correttamente il codice fiscale della società, la somma versata, il tipo di investimento e il regime fiscale applicato.

La detrazione IRPEF 65% per investimenti in start-up richiede inoltre la conservazione della documentazione rilasciata dalla società.

Tra i documenti da tenere vi sono l’attestazione dell’investimento, la prova dell’iscrizione come startup innovativa e la certificazione sul rispetto dei limiti “de minimis”.

Detrazione IRPEF 65% per investimenti in start-up: eccedenza e controlli

Un aspetto molto importante riguarda l’eventuale importo non assorbito dall’IRPEF dovuta. Quando il beneficio supera l’imposta lorda, la parte residua non va perduta. In base alle regole applicabili, può trasformarsi in credito d’imposta da utilizzare negli anni successivi, fino a compensazione dell’imposta dovuta.

La detrazione IRPEF 65% per investimenti in start-up resta quindi utile anche per chi non ha, nell’anno, un’imposta abbastanza alta da sfruttare subito tutto il vantaggio.

Va inoltre ricordato che gli investimenti in startup innovative non rientrano nel nuovo limite generale alle detrazioni previsto dal 2025 per i contribuenti con redditi oltre 75.000 euro. Questo rende la misura ancora più interessante per chi intende sostenere imprese giovani ad alto contenuto tecnologico.

La corretta gestione passa però da controlli accurati: iscrizione della società, invio dell’istanza, rispetto del regime “de minimis”, documenti fiscali e vincolo triennale devono essere verificati con attenzione. Solo così l’agevolazione può essere utilizzata senza rischi in caso di successivi controlli dell’Amministrazione finanziaria.

Riassumendo

  • La detrazione IRPEF 65% per investimenti in start-up richiede requisiti precisi.
  • Il beneficio spetta alle persone fisiche che finanziano startup innovative.
  • Per il primo semestre 2025 serve domanda MIMIT entro maggio 2026.
  • L’investimento agevolabile arriva a 100.000 euro per periodo d’imposta.
  • La partecipazione deve essere mantenuta per almeno tre anni.
  • L’eccedenza può diventare credito d’imposta utilizzabile negli anni successivi.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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