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Debito record, spread tranquillo: chi sta comprando davvero l’Italia

Il debito pubblico è salito ai nuovi livelli record a marzo, ma lo spread in Italia resta sotto controllo. Ecco cosa ci dicono i numeri.
16 Maggio 2026
Debito record, spread in Italia calmo
Debito record, spread in Italia calmo © Investireoggi.it

Ennesimo record per il debito pubblico italiano a marzo, salito a 3.158,813 miliardi di euro. Rispetto al mese precedente, un aumento di 19,50 miliardi. A fronte di un fabbisogno delle amministrazione pubbliche di 31,513 miliardi, il Tesoro ha ridotto le disponibilità liquide di 10,794 miliardi (a 64 miliardi). Gli scarti di emissione, la rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e le variazioni dei tassi di cambio hanno altresì ridotto lo stock di altri 1,219 miliardi.

Debito record in Italia, spread stabile

I dati riferiti al mese di febbraio indicano che i titoli di stato posseduti dalle famiglie residenti sono cresciuti di 0,919 miliardi rispetto a gennaio, salendo a 404,4 miliardi.

Gli investitori stranieri hanno acquistato altri 22,655 miliardi, portandosi al record di 913,396 miliardi. Le prime detengono ormai il 15,4% dell’intero monte-titoli in circolazione, i secondi il 34,75%. E questi dati ci spiegano perché lo spread in Italia resti sotto controllo, malgrado il debito da record. Nell’ultimo anno, le emissioni di titoli di stato sono state pari a 86,207 miliardi. Nello stesso periodo, gli investitori stranieri ne hanno acquistati per oltre 115 miliardi e le famiglie per circa 19 miliardi, rispettivamente per il 133,5% e il 22%.

Bonus edilizi gravano sullo stock

In pratica, queste due categorie di creditori continuano a fare incetta di titoli del debito pubblico e ne calmierano i costi di emissione. Resta il fatto che il debito, al netto delle scorte di liquidità, continui a crescere a ritmi sostenuti: +123,466 miliardi nei 12 mesi al marzo scorso. Una media di 10,29 miliardi al mese. Conseguenza dell’impatto dei bonus edilizi sui conti dello stato. Sebbene le detrazioni siano state tutte caricate formalmente sugli esercizi in cui sono stati avviati i lavori di ristrutturazione, le minori entrate fiscali costringono lo stato a coprire l’ammanco con un deficit superiore al fabbisogno annuale programmato dal governo.

Il record di marzo è destinato a durare poco. Il debito pubblico continuerà a salire per quest’anno, verosimilmente, fino all’estate. Il Tesoro tende ad accumulare scorte di liquidità per fronteggiare al meglio le turbolenze possibili sui mercati finanziari, salvo ridurle negli ultimi mesi dell’anno. Il 2025 si concluse con disponibilità per 52,35 miliardi contro un massimo nell’anno di oltre 77 miliardi ad ottobre. Lo stesso Piano strutturale di bilancio predisposto dal governo prospetta per fine 2026 uno stock sopra i 3.200 miliardi. Da un calcolo veloce emerge che il peso dei bonus edilizi continuerebbe a pesare sull’esercizio in corso per circa 45 miliardi, il 2% del Pil.

Rendimento in rialzo con guerra in Iran

Lo spread in Italia è sceso all’inizio dell’anno fin sotto i 60 punti base, ai minimi dal 2008. In pratica, il mercato è arrivato a chiedere un premio di neanche lo 0,60% per acquistare i nostri BTp a 10 anni al posto dei Bund di pari durata. Con la guerra in Iran è salito fin sopra i 100 punti, salvo assestarsi intorno ai 75 punti base o 0,75% in questa fase. Il nostro debito è percepito come sostenibile e stabile grazie alla tenuta dei conti pubblici e ad una politica monetaria ancora non restrittiva.

Il rialzo dei rendimenti europei di queste settimane prezza un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea per almeno lo 0,50% entro l’anno.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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