Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 03 Giu, 2026

Dati 2 per mille: elettori FDI e PD a confronto sulle dichiarazioni in 3 anni di governo Meloni

I nuovi dati sul 2 per mille ai partiti nel 2025 ci consentono di capire l'evoluzione delle donazioni tra gli elettori di FDI e PD.
29 Gennaio 2026
Dati 2 per mille ai partiti: scelte degli elettori FDI e PD
Dati 2 per mille ai partiti: scelte degli elettori FDI e PD © Investireoggi.it

Il Ministero dell’economia ha reso noti nella giornata di ieri i dati sul 2 per mille ai partiti in base alle dichiarazioni fiscali del 2025 con riferimento ai redditi del 2024. Ed è stata l’opportunità di capire come si siano evolute le scelte degli elettori dei due principali partiti – Fratelli d’Italia (FDI) e Partito Democratico (PD) – prima che nascesse il governo Meloni e a distanza di tre anni da tale evento. Un’occasione anche per capire se vi sia stato nel frattempo un cambiamento dal punto di vista socio-demografico.

Elettori meglio disposti verso i partiti

La buona notizia per l’insieme della politica italiana è che le donazioni con il 2 per mille sono aumentate, superando per la prima volta la soglia dei 30 milioni di euro: 32,584 milioni.

Una crescita annuale del 9,4%, a fronte di un incremento delle scelte del 7,9%. In pratica, circa 163.000 contribuenti in più hanno deciso di offrire il proprio contributo ad uno dei partiti italiani, qualcosa come il 5% della platea complessiva.

Il 28,55% di chi ha barrato una X sull’apposita casella, lo ha fatto a favore del PD. Al partito di Elly Schlein sono andati 10,57 milioni, vale a dire quasi un terzo (32,4%) della somma totale. E vince ancora una volta la sfida con tutti gli altri partiti, battendo la stessa FDI. Il partito della premier Giorgia Meloni ha incassato 6,62 milioni, il 20,3% del totale e ricevendo donazioni dal 19,66% di tutti i contribuenti che hanno effettuato una scelta.

Boom di donazioni in 3 anni

In media, gli elettori e contribuenti di FDI hanno versato al loro partito 15,18 euro contro i 16,70 euro degli elettori PD.

Tre anni prima, cioè quando ancora il governo attualmente in carica non esisteva e c’era Mario Draghi a Palazzo Chigi, il versamento medio degli elettori PD era stato di 15,44 euro contro i 13,39 euro degli elettori FDI. Rispetto alle dichiarazioni dei redditi nel 2021, i dem ottennero il 36% della somma, a fronte del 33,24% delle scelte in loro favore. I meloniani ricevettero il 15,34% della somma e il 16,34% delle scelte. Nel 2022, infatti, la torta da spartire superava di poco i 20 milioni di euro. Da allora, l’incremento è stato del 60%.

Per capire meglio i dati, dobbiamo analizzarli più nei dettagli. Questo boom del 60% si deve per il 55% all’aumento del numero di coloro che effettuano una scelta. E’ stato, invece, marginale l’incremento medio dei versamenti: +3,1%. Esso è passato da 14,25 a 14,70 centesimi. Nel triennio considerato, l’inflazione italiana ha sfiorato il 15%. In termini reali, quindi, il contributo medio è crollato. Per fortuna dei partiti, è aumentato in misura considerevole il numero dei contribuenti “attivisti”, per così dire.

FDI quasi triplica la crescita del PD

E adesso veniamo agli elettori dei due principali partiti. I contributi versati a favore di FDI sono aumentati nel triennio di oltre il 111%, mentre per il PD solo del 43,9%. Il dato generale, come detto, è stato del +60%. E questo ci porta a concludere che il partito della premier ha quasi doppiato la crescita generale, mentre quello di Schlein è rimasto indietro.

Pur restando primo, il Nazareno ha visto erodere la sua quota della torta. Viceversa, Via della Scrofa l’ha incrementata.

Distanze socio-demografiche tra PD e FDI si riducono

In base ai dati medi dei versamenti, otteniamo che nel 2024 gli elettori-contribuenti di FDI hanno versato una Irpef media di 7.592 euro contro i 6.697 del 2021: +13,4%. Gli elettori del PD hanno versato una Irpef media di 8.352 euro contro i 7.720 euro di 3 anni prima: +8,2%. In entrambi i casi, però, la crescita è stata inferiore all’inflazione (14,9% tra 2021 e 2024). La media generale, riferita agli elettori-contribuenti di tutti i partiti, è stata di 7.350 euro nel 2025 contro i 7.127 euro del 2021 (+3,1%).

Alla luce di questi dati, abbiamo che il contributo medio di un elettore FDI sia stato del 3% superiore alla media, mentre nel 2021 era stato del 6% inferiore. Il contributo medio di un elettore PD è risultato del 13,6% superiore alla media, in rialzo dal +8% del 2021. E il rapporto tra contributo medio di un elettore del PD e quello di FDI è sceso nel triennio da 1,15 e 1,10. Sta accadendo, quindi, che i donatori del 2 per mille a favore di FDI siano relativamente più “ricchi” rispetto a 3 anni prima, così come quelli del PD. E le distanze tra i due si sono ridotte, nel senso che oggi un elettore-tipo che dona al PD è meno ricco che in passato rispetto a un elettore-tipo che dona a FDI.

Elettori donatori più benestanti del contribuente medio

Guardando alle somme complessivamente ricevute, il PD ha incassato nel 2025 il 60% in più di FDI. Nel 2021, aveva incassato il 135% in più. Anche questo dato svela che le distanze tra i due partiti si stanno riducendo a favore della formazione di destra. C’è un altro dato interessante a cui prestare attenzione e che non appare così strano: chi effettua una donazione con il 2 per mille, versa in media una Irpef di un terzo più alta rispetto alla platea complessiva. Come lo si spiega? A contribuire ai partiti sarebbero coloro maggiormente soddisfatti della propria condizione economica e/o che hanno una sensibilità più spiccata verso la politica, magari a seguito di un livello di istruzione più alto.

Riepilogo dei dati salienti:

  • FDI: 20,3% in valore (19,66% scelte); media 15,18 euro (Irpef 7.592 euro)
  • 2021: 15,35% in valore (16,34% scelte); media 13,39 (Irpef 6.697 euro)
  • PD: 32,4% in valore (28,55% scelte); media 16,70 euro (Irpef 8.352 euro)
  • 2021: 36% in valore (33,24% scelte); media 15,44 (Irpef 7.720 euro)
  • Irpef media redditi 2021: 7.127 euro (contributo medio: 14,25 euro); redditi 2025: 7.350 (contributo medio: 14,70 euro).
  • Contributo medio 2025 su 2022: +3,1% (inflazione 2022-2024 al 14,9%)
  • Scelte 2025 su 2022: +54,86%
  • Elettori FDI, Irpef media: +13,4% (2025 su 2022)
  • Elettori PD, Irpef media: +8,2% (2025 su 2022)
  • Rapporto incassi PD/FDI: 1,60 (2025) da 2,345 (2022)
  • Contributi FDI 2022/2025: +111,2%
  • Contributi PD 2022/2025: +43,9%
  • Contributi generali ai partiti: +60%
  • Contributo medio FDI / contributo medio generale: 1,03 (2025) da 0,94 (2022)
  • Contributo medio PD / contributo medio generale: 1,136 (2025) da 1,08 (2022)
  • Contributo medio PD / contributo medio FDI: 1,10 (2025) da 1,15 (2022)

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
Il suo motto è “Il lettore al centro grazie a una corretta informazione”; ogni suo articolo si pone la finalità di accrescerne le informazioni, affinché possa farsi un'idea dell'argomento trattato in piena autonomia.

agevolazione prima casa
Articolo precedente

Agevolazione prima casa a rischio: quando arriva la cartella (anche anni dopo)

integrazione salariale e naspi
Articolo seguente

Massimali INPS 2026: le nuove soglie per integrazione salariale, NASpI e DIS-COLL