La Certificazione Unica 2026 (CU), riferita all’anno d’imposta 2025, è un documento fiscale molto importante per tanti contribuenti. Non riguarda soltanto chi percepisce la pensione e redditi da lavoro dipendente/assimilati, ma anche chi durante il 2025 ha ricevuto altre somme dall’INPS o dal datore di lavoro. Tra i casi più frequenti rientrano i lavoratori che hanno beneficiato degli ammortizzatori sociali. In questo ambito la CU 2026 cassa integrazione assume un ruolo centrale quando occorre verificare redditi, trattenute e dati utili per la dichiarazione.
CU 2026 cassa integrazione: chi deve consegnarla
Quando nel 2025 è stata percepita la cassa integrazione, il primo aspetto da chiarire è chi ha materialmente pagato il trattamento.
Da questo elemento dipende anche chi deve emettere la certificazione fiscale. Il punto è decisivo, perché un errore su questo passaggio può creare problemi nella successiva dichiarazione dei redditi.
Se la prestazione è stata anticipata dal datore di lavoro, come può avvenire per la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, cioè la CIGO, oppure per altre forme di integrazione salariale, sarà l’azienda a rilasciare la Certificazione Unica. In questa ipotesi, il documento conterrà non solo la normale retribuzione corrisposta per i periodi lavorati, ma anche le somme riconosciute a titolo di integrazione salariale, con l’eventuale conguaglio fiscale effettuato dal datore.
Diverso è il caso in cui il pagamento sia stato eseguito direttamente dall’INPS. In questa situazione, l’obbligo di emissione della CU spetta all’Istituto. La certificazione predisposta dall’ente previdenziale riporterà solo gli importi versati come trattamento di cassa integrazione, senza comprendere gli stipendi eventualmente corrisposti dall’azienda nei mesi di ordinaria attività.
Può anche accadere che, nello stesso anno, un lavoratore abbia alternato periodi di lavoro normale a fasi coperte da integrazione salariale pagata direttamente dall’INPS.
In uno scenario del genere non arriva una sola certificazione, ma due documenti distinti: una CU da parte del datore di lavoro per i mesi lavorati e una CU dell’INPS per gli importi legati agli ammortizzatori sociali. È proprio in questo contesto che la CU 2026 cassa integrazione va controllata con particolare attenzione, per evitare omissioni nella dichiarazione.
Due certificazioni possibili e scadenza da rispettare
La distinzione tra CU aziendale e CU INPS non è solo formale. Ha effetti pratici molto rilevanti, perché consente di capire quali redditi sono stati certificati da ciascun soggetto e quali dati devono essere poi riportati correttamente nella dichiarazione, sia in forma ordinaria sia con modello precompilato.
La regola è semplice: chi paga, certifica. Se l’azienda anticipa il trattamento, la certificazione viene inserita nel documento rilasciato dal datore di lavoro. Se invece paga direttamente l’INPS, la certificazione viene prodotta dall’Istituto. Questa separazione serve a evitare sovrapposizioni e a rendere più chiara la ricostruzione delle somme percepite nel corso del 2025.
Un altro dato essenziale riguarda la scadenza. Il termine ufficiale per mettere a disposizione la Certificazione Unica 2026 del percettore era fissato al 16 marzo 2026. Entro quella data il documento doveva essere disponibile. Si tratta di una scadenza importante, perché la presenza tempestiva della CU consente di predisporre in modo corretto gli adempimenti fiscali successivi.
Per chi ha percepito integrazioni salariali, controllare la presenza della CU 2026 cassa integrazione significa, quindi, verificare se il documento è stato rilasciato dal soggetto giusto e se contiene gli importi corretti. Questa verifica è ancora più utile quando nel corso dello stesso anno fiscale sono intervenuti sia l’azienda sia l’INPS.
Come si richiede la certificazione se interviene l’INPS
Quando la certificazione deve essere rilasciata dall’INPS, esistono diversi canali per ottenerla, sia online sia con assistenza diretta. Il documento è disponibile nella pagina dedicata alla “Certificazione Unica”, ma anche nell’area personale MyINPS. Per accedere ai servizi è possibile utilizzare credenziali abilitate come SPID, CIE, CNS, PIN ed eIDAS.
Dopo l’accesso a MyINPS, il percorso indicato porta alla sezione “I tuoi servizi e strumenti”, poi a “Servizi fiscali e pagamenti ricevuti da INPS” e infine alla voce “Certificazione Unica 2026”. In questo modo si può scaricare il documento in autonomia.
Tra gli strumenti digitali per scaricare la CU 2026 INPS rientra anche l’app “INPS Mobile”, disponibile per dispositivi Android e iOS. Anche qui l’accesso avviene con credenziali personali. Questa soluzione rende più facile consultare o scaricare la CU 2026 cassa integrazione anche da smartphone o tablet.
Accanto ai servizi telematici, restano attivi i canali con supporto operativo. La certificazione può essere richiesta tramite patronati e CAF, che rappresentano un punto di riferimento per chi preferisce un aiuto pratico nelle procedure fiscali e previdenziali. È inoltre possibile usare la PEC, inviando la domanda a richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it
con allegata la copia del documento di identità. Dopo la richiesta, il documento viene trasmesso all’indirizzo email utilizzato per l’invio. La procedura via PEC può essere usata anche con delega. In questo caso servono la copia del documento della persona interessata, la delega e la copia del documento del delegato. Restano disponibili anche i contatti telefonici: il numero verde 800 434320, oltre al Contact Center ai numeri 803 164 e 06 164164.
CU 2026 cassa integrazione: richiesta da parte di delegati ed eredi
Esistono situazioni in cui la richiesta del documento non viene presentata direttamente dall’interessato.
Oltre ai casi di delega, una disciplina specifica riguarda la certificazione riferita a una persona deceduta. In queste circostanze, la CU 2026 cassa integrazione può essere domandata dagli eredi usando il canale PEC.
Per ottenere il rilascio non basta allegare il documento di riconoscimento dell’erede. Occorre trasmettere anche una Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che certifichi la qualità di erede. Questo adempimento è necessario per permettere all’INPS di verificare il titolo di chi presenta l’istanza e rilasciare così il documento fiscale corretto.
La previsione dedicata agli eredi amplia, quindi, le modalità di accesso al servizio e consente la gestione degli obblighi fiscali anche dopo il decesso del titolare della prestazione. In conclusione, la CU 2026 cassa integrazione va cercata presso l’azienda oppure presso l’INPS in base a chi ha pagato il trattamento, con particolare attenzione alla scadenza del 16 marzo 2026 e ai canali disponibili per il rilascio.
Riassumendo
- CU 2026 cassa integrazione: serve a certificare somme ricevute da INPS o datore.
- Chi paga il trattamento è anche il soggetto che rilascia la certificazione.
- Se paga l’azienda, la CU include stipendio e integrazione salariale.
- Se paga l’INPS, la certificazione riporta solo gli importi dell’ammortizzatore sociale.
- La scadenza per la disponibilità della CU era fissata al 16 marzo 2026.
- La CU INPS si richiede online, via PEC, tramite CAF, patronati o eredi.