Una delle tematiche più discusse degli ultimi mesi è senza dubbio quella della sicurezza. In Italia si tratta di un argomento particolarmente sentito dai cittadini, che si trovano ad affrontare una quotidianità percepita come sempre più insicura. Un tema che coinvolge anche la politica e che, anzi, alimenta costantemente polemiche e dibattiti.
Proprio in relazione alla sicurezza, oggi analizziamo un’agevolazione fiscale che molti contribuenti possono sfruttare per proteggere la propria abitazione. Parliamo del cosiddetto bonus sicurezza, una misura di cui si sente spesso parlare ma sulla quale continuano a esserci numerosi dubbi.
“Salve, sono Stefano, un vostro lettore e vorrei chiedervi una cosa. Sento parlare del bonus sicurezza: mi spiegate come funziona? Ho intenzione di installare un impianto antifurto e di sostituire porte e finestre della mia abitazione. Nella mia zona, dall’inizio dell’anno, sono stati denunciati diversi furti e la preoccupazione comincia a farsi sentire. Vorrei però capire se esiste un modo per recuperare parte della spesa, visto che gli interventi che intendo realizzare hanno un costo piuttosto elevato. Grazie.”
Come si sfrutta il bonus sicurezza per antifurto, grate, portoni blindati e altri strumenti?
Furti in appartamento, intrusioni nelle abitazioni e altri episodi analoghi sono ormai fenomeni sempre più frequenti in molte zone del Paese.
Il problema di fondo è che numerosi cittadini non si sentono al sicuro soltanto quando camminano per strada, esposti al rischio di scippi o aggressioni, ma anche all’interno della propria casa.
Proprio per questo motivo vale la pena conoscere le opportunità offerte dalla normativa fiscale per migliorare la protezione dell’abitazione e recuperare parte delle spese sostenute.
Ecco cosa si può fare per recuperare il bonus sicurezza 2026
La sicurezza alla base dell’agevolazione di cui parliamo oggi riguarda esclusivamente gli immobili. Va infatti chiarito che non esiste un vero e proprio bonus sicurezza autonomo come misura a sé stante.
Non sono previste, ad esempio, detrazioni specifiche per servizi di vigilanza privata o per altre forme di sorveglianza esterna all’abitazione.
L’agevolazione riguarda invece gli interventi realizzati sull’immobile con finalità di sicurezza. Rientrano tra quelli ammessi l’installazione di impianti antifurto, casseforti, sistemi di videosorveglianza, grate alle finestre, vetri antisfondamento, porte blindate, cancelli e altri dispositivi destinati a prevenire intrusioni o atti illeciti.
In sostanza, tutti gli interventi finalizzati ad aumentare il livello di sicurezza dell’abitazione possono beneficiare dell’agevolazione fiscale.
Si tratta infatti di opere che rientrano nell’ambito del bonus ristrutturazione edilizia, consentendo ai contribuenti di recuperare parte delle spese sostenute attraverso la dichiarazione dei redditi.
Le opere di ristrutturazione trainanti, la SCIA ma non solo
Quando tra gli interventi realizzati sull’immobile figurano l’acquisto e l’installazione dei dispositivi di sicurezza appena descritti, è possibile accedere all’agevolazione fiscale prevista.
La detrazione spettante, utilizzabile sia nel modello 730 sia nel modello Redditi Persone Fisiche, è pari al 50% della spesa sostenuta per gli interventi effettuati sull’abitazione principale.
Poiché la misura rientra tra le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio, il limite massimo di spesa agevolabile è fissato a 96.000 euro.
Nel caso in cui gli interventi vengano effettuati su una seconda casa, l’aliquota di detrazione scende invece al 36%.
La possibilità di recuperare le spese attraverso la dichiarazione dei redditi richiede però il rispetto di alcuni adempimenti.
La semplice installazione di dispositivi di sicurezza, infatti, rientra generalmente negli interventi di edilizia libera e non richiede particolari autorizzazioni amministrative.
Tuttavia, per poter beneficiare della detrazione fiscale, gli interventi devono essere inquadrati correttamente nell’ambito del bonus ristrutturazione edilizia, all’interno del quale trovano spazio anche gli interventi finalizzati alla sicurezza, così come accade per altre agevolazioni, tra cui l’ecobonus.
In questi casi, la documentazione relativa ai lavori e alle spese sostenute assume un ruolo fondamentale per dimostrare il diritto alla detrazione e recuperare il 50% della spesa sulla prima casa oppure il 36% sulla seconda casa.