Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 12 Giu, 2026

Cartelle esattoriali, addio pagamento in contanti, ecco la novità dal 2027

Ecco dove adesso non sarà più possibile usare il contante per pagare le cartelle esattoriali dopo il decreto omnibus.
12 Giugno 2026
cartelle esattoriali
Foto © Licenza Creative Commons

Il 10 giugno scorso il Governo ha approvato un nuovo decreto che interviene su alcuni aspetti della riforma fiscale. Il provvedimento è stato subito ribattezzato decreto correttivo Omnibus e contiene una novità particolarmente importante in materia di cartelle esattoriali.

Quando si parla di riscossione e di debiti fiscali, l’attenzione dei contribuenti è sempre elevata, considerato il numero di persone che ogni anno si confronta con avvisi di pagamento e cartelle esattoriali.

La novità riguarda il divieto di utilizzo del contante per una specifica modalità di pagamento delle cartelle. Una notizia che potrebbe far pensare a una stretta generalizzata sull’uso del denaro contante.

In realtà non è così.

Non sarà infatti vietato pagare le cartelle esattoriali in contanti in assoluto. La modifica riguarda soltanto uno dei canali di pagamento oggi disponibili e non nasce dall’intenzione di limitare l’utilizzo del contante da parte dei contribuenti.

Le ragioni della scelta, come vedremo, sono legate principalmente a esigenze organizzative e di contenimento dei costi di gestione.

Resta però il fatto che, dal 1° gennaio 2027, per uno specifico canale di pagamento il contante non sarà più ammesso, indipendentemente dall’importo della cartella.

Cartelle esattoriali, addio pagamento in contanti: ecco la novità dal 2027

Per comprendere meglio la novità è utile partire da una domanda molto semplice: come e dove si pagano oggi le cartelle esattoriali?

Le cartelle possono essere saldate utilizzando diversi strumenti di pagamento, compreso il denaro contante, purché siano rispettati i limiti previsti dalla normativa generale sull’uso del contante.

In sostanza, l’obiettivo principale del sistema è consentire al contribuente di effettuare il pagamento con le modalità più agevoli possibili.

Fanno eccezione i pagamenti di importo pari o superiore a 5.000 euro, che devono essere effettuati mediante strumenti tracciabili. Si tratta però di una regola generale sull’utilizzo del contante e non di una limitazione specifica prevista per le cartelle esattoriali.

Per tutti gli altri importi, il pagamento in contanti è stato finora sempre consentito.

Dove si pagano le cartelle esattoriali?

I contribuenti possono utilizzare diversi canali per effettuare il pagamento delle cartelle.

Tra i più utilizzati ci sono sicuramente gli uffici postali, presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale.

Molto diffusi sono anche i tabaccai convenzionati, presso i quali è ormai possibile effettuare numerosi pagamenti, dalle bollette delle utenze domestiche ai modelli F24, fino alle stesse cartelle esattoriali.

Negli ultimi anni si sono inoltre diffuse le cosiddette poste private, che offrono servizi analoghi e consentono anch’esse il pagamento delle cartelle.

Un ulteriore canale è rappresentato dagli sportelli territoriali dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dove i contribuenti possono recarsi per ottenere informazioni, richiedere rateizzazioni per gli importi delle cartelle o effettuare direttamente il pagamento.

Ed è proprio quest’ultimo canale a essere interessato dalla novità introdotta dal decreto correttivo.

Cosa cambia dal 1° gennaio 2027

La modifica prevista dal decreto stabilisce che, a partire dal 1° gennaio 2027, non sarà più possibile effettuare pagamenti in contanti presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

La misura è stata pensata con l’obiettivo di ridurre i costi di gestione legati alla movimentazione e alla custodia del denaro contante all’interno delle strutture dell’amministrazione finanziaria.

Di conseguenza, chi si recherà agli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione per pagare una cartella, una rata di una dilazione o un importo relativo a una definizione agevolata dovrà utilizzare strumenti di pagamento elettronici, come bancomat, carte di debito o carte di credito.

In alternativa, sarà sempre possibile rivolgersi agli altri canali di pagamento oggi disponibili, che continueranno a operare secondo le regole previste dalla normativa vigente.

La novità, quindi, non elimina la possibilità di utilizzare il contante per pagare una cartella esattoriale, ma limita questa modalità esclusivamente presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Una modifica che punta soprattutto alla semplificazione gestionale e alla riduzione dei costi operativi dell’ente. Ciò senza incidere in maniera sostanziale sulle possibilità di pagamento offerte ai contribuenti.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.