Tra i tre titoli di stato in asta giovedì 26 febbraio c’è il BTp 1 febbraio 2031 (ISIN: IT0005671273) per una nona tranche d’importo compreso tra 2,25 e 2,75 miliardi di euro. All’asta supplementare del giorno successivo ci saranno altri 550 milioni di euro, pur riservati agli “Specialisti”. E’ il bond più corto offerto dal Tesoro e la scelta può risultare opportuna per i piccoli investitori a caccia di un buon rendimento senza troppe grane. Con una “duration” modificata di 4,5 anni, il bond si mostra relativamente poco suscettibile di variazioni dei prezzi rispetto al rendimento.
BTp 2031: scelta tra cedola e quotazione sopra la pari
Iniziamo con le caratteristiche basilari.
Il BTp 2031 stacca una cedola annuale del 2,85% lordo (circa 2,49% netto) con cadenza semestrale (1,425% ogni 1 febbraio e 1 luglio dell’anno). Sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana si acquista attualmente intorno a 101. Questo vuol dire che l’investitore deve spendere sui 1.010 euro per inserire in portafoglio un lotto minimo di 1.000 euro nominali. Quel sovrapprezzo di 10 euro riduce il rendimento alla scadenza, che infatti scende al 2,63% lordo annuale.
Per capirci, se un investitore fa ricadere la sua scelta sul BTp 2031, dovrà pagare una decina di euro in più rispetto al valore del capitale per ogni 1.000 euro. Incasserà ogni sei mesi una cedola netta di 12,47 euro e, per quanto appena detto, il primo pagamento basterà a malapena a coprire l’extra-costo sostenuto in fase di acquisto. Ciò non toglie che il bond si presenti interessante. Ha una durata medio-lunga, non eccessiva da esporre a troppi rischi e né troppo corta da offrire rendimenti scarsi.
Rischio tassi e previsioni del mercato
L’investitore che acquista il BTp 2031 per tenerlo fino alla scadenza, non corre alcun rischio concreto. Il sali e scendi dei prezzi sul mercato non lo riguarda. Invece, qualche rischio se lo assume chi acquista con finalità speculative o senza la certezza di portare il bond a scadenza. Se il rendimento sale, magari perché la Banca Centrale Europea alza i tassi di interesse, il prezzo scende. E viceversa. Il primo scenario si materializzerebbe con un’eventuale risalita dell’inflazione nell’Eurozona.
A gennaio di quest’anno, è scesa all’1,7%, cioè sotto il target del 2%. Le probabilità di un nuovo taglio dei tassi, invece, sono diventate basse. Ma con un contesto geopolitico così imperscrutabile, l’opzione resta tutt’altro che esclusa.
Le previsioni del mercato indicano che un primo rialzo dei tassi avverrebbe solo tra oltre due anni. Se così fosse, la scelta del BTp 2031 si confermerebbe ottimale. I rendimenti resterebbero fermi per un periodo prolungato e sul tratto medio-breve della curva risalirebbero solo quando la durata residua del bond sarebbe abbastanza corta per infliggere una qualche perdita significativa in fase di rivendita. Considerate che il prezzo si muove del +/-4,5% rispetto al -/+1% di rendimento. E più tempo passa, minore la sensibilità alle variazioni di quest’ultimo.

Durata perfetta per investitori retail
A chi può andare bene la scelta del BTp 2031? A coloro che volessero investire con orizzonte medio-lungo in un titolo a basso rischio di credito e con prezzi non troppo sensibili.
Cinque anni sono la durata perfetta per il canale retail. Anche immaginando un disinvestimento anticipato per un bisogno imprevisto di liquidità, la perdita accusabile in conto capitale sarebbe bassa. Ed è probabile che per allora le cedole incassate avranno esitato un risultato complessivo positivo. In ogni caso, l’investimento andrebbe effettuato con la consapevolezza dei rischi connessi alla quotazione per il caso in cui non si avesse la certezza di poter attendere la scadenza.
giuseppe.timpone@investireoggi.it