Il Dipartimento delle Finanze ha diffuso il report ufficiale sulle nuove partite IVA aperte nel 2025 da imprese e lavoratori autonomi. I dati mostrano un leggero miglioramento rispetto all’anno precedente, con segnali positivi in alcune aree del Paese e in specifici comparti economici. Il quadro che emerge è articolato e offre spunti interessanti sia sotto il profilo territoriale sia per quanto riguarda la tipologia dei soggetti coinvolti.
Partite IVA 2025: il quadro generale delle nuove aperture
L’andamento delle partite IVA nel 2025 restituisce l’immagine di un sistema produttivo che mostra segnali di stabilità, con una crescita complessiva contenuta ma significativa in alcuni segmenti chiave.
L’incremento dello 0,4% rispetto al 2024 indica una fase di consolidamento più che di espansione marcata.
A trainare le nuove aperture sono soprattutto le persone fisiche e le società di capitali, mentre continua la flessione delle società di persone e dei soggetti non residenti. Questo dato suggerisce una progressiva polarizzazione tra attività individuali e strutture societarie più solide, capaci di affrontare meglio un contesto economico complesso.
Sul piano territoriale emergono segnali incoraggianti in diverse regioni del Sud, con incrementi a doppia cifra in Sicilia e Molise. Anche la forte presenza di giovani under 35 conferma una propensione all’autoimpiego e all’iniziativa autonoma, spesso favorita dal ricorso al regime forfetario.
Nel complesso, le partite IVA del 2025 delineano un quadro di moderata ripresa, sostenuta dai servizi professionali, dal commercio e dai settori legati alla salute e all’assistenza. Un’evoluzione che riflette i cambiamenti in atto nel mercato del lavoro e nella struttura dell’economia italiana.
Lieve crescita nel 2025 secondo il Mef
Andando nel dettaglio, nel corso del 2025 sono state attivate complessivamente 500.341 nuove partite IVA, con un aumento dello 0,4% rispetto al 2024.
Si tratta di un incremento contenuto, ma comunque indicativo di una dinamica in ripresa.
La distribuzione per forma giuridica conferma una tendenza consolidata: la maggioranza delle nuove partite IVA è stata aperta da persone fisiche, che rappresentano il 68,5% del totale. Le società di capitali coprono il 25,1% delle nuove attività, mentre le società di persone si fermano al 3%. La quota restante, pari al 3,4%, riguarda soggetti non residenti e altre forme giuridiche.
L’aumento registrato rispetto al 2024 non ha interessato tutte le categorie. Le persone fisiche hanno segnato una crescita dell’1,5%, mentre le società di capitali hanno registrato un incremento del 2,6%. Al contrario, le società di persone hanno subito una contrazione del 7,4% e le entità non residenti o appartenenti ad altre tipologie giuridiche hanno evidenziato un calo del 23,2%.
Distribuzione territoriale delle partite IVA e settori più dinamici
Secondo i dati del MEFhttps://www.mef.gov.it/index.html, sotto il profilo geografico, quasi la metà delle nuove partite IVA si concentra nelle regioni del Nord, con una percentuale del 47,1%. Il Centro raccoglie il 21,2% delle aperture, mentre il Sud e le Isole raggiungono complessivamente il 31,1%.
Rispetto all’anno precedente, oltre la metà delle regioni ha mostrato un incremento nel numero delle nuove attività.
Gli aumenti più rilevanti si sono registrati in Sicilia, con un +11,5%, seguita dal Molise (+11,2%) e dalla Calabria (+6,8%). Si tratta di dati che evidenziano una certa vivacità imprenditoriale in alcune aree del Mezzogiorno.
Dal punto di vista dei comparti produttivi, il settore delle attività professionali si conferma il più attivo, rappresentando il 16,6% del totale delle nuove aperture. Subito dopo si colloca il commercio con il 16%, mentre le costruzioni registrano una crescita del 9,6%.
Analizzando i primi dieci settori, che insieme superano l’84% delle nuove iniziative avviate nel 2025, emergono incrementi significativi nel comparto della salute umana e dell’assistenza sociale (+16%), nelle altre attività di servizi (+11,1%) e nelle attività amministrative e nei servizi di supporto alle imprese (+5,8%).
Un elemento tecnico da considerare riguarda l’entrata in vigore della nuova classificazione Ateco2025, operativa dal 1° gennaio 2025. L’adozione effettiva dal 1° aprile 2025 ha comportato un riallineamento dei dati relativi al primo trimestre, inizialmente elaborati secondo la precedente classificazione Ateco 2007.
Persone fisiche, giovani e regime forfetario
Per quanto riguarda le persone fisiche, che costituiscono la componente principale delle nuove partite IVA, la suddivisione per genere conferma la prevalenza maschile. Gli uomini rappresentano il 60,3% degli avviamenti effettuati da persone fisiche nel 2025.
L’analisi anagrafica mette in luce un forte contributo delle fasce più giovani. Il 50,2% delle nuove aperture è stato realizzato da soggetti fino a 35 anni, mentre il 29,7% riguarda la classe compresa tra 36 e 50 anni. Il confronto con il 2024 evidenzia un incremento del 3,8% tra i più giovani e una crescita più contenuta, pari allo 0,5%, tra i soggetti di età più avanzata.
Un dato particolarmente rilevante riguarda il regime forfetario, disciplinato dalla legge n. 190/2014 e successive modifiche. Nel 2025 hanno aderito a questo regime agevolato 242.529 contribuenti, pari al 48,5% del totale delle nuove partite IVA. Il dato segna un aumento del 3,9% rispetto all’anno precedente.
Il regime forfetario continua dunque a rappresentare una scelta molto diffusa tra chi avvia una nuova attività, grazie alla tassazione semplificata e agli adempimenti ridotti.
Partite IVA: le nuove tendenze imprenditoriali
Il quadro complessivo delineato dal report del Dipartimento delle Finanze evidenzia una situazione in lieve miglioramento per le partite IVA, con segnali di crescita concentrati soprattutto tra le persone fisiche e le società di capitali.
La spinta maggiore arriva dai giovani, dal settore dei servizi professionali e da alcune regioni del Sud. Parallelamente, si osserva una contrazione per le società di persone e per i soggetti non residenti.
Questi dati confermano come il tessuto produttivo italiano continui a poggiare in larga parte su iniziative individuali e su realtà di dimensioni contenute. L’andamento delle partite IVA nel 2025 offre, quindi, una fotografia aggiornata dell’imprenditorialità nazionale, tra continuità e segnali di rinnovamento.
Riassumendo
- Nel 2025 aperte 500.341 nuove partite IVA, +0,4% sul 2024.
- Prevalgono persone fisiche (68,5%) e società di capitali (25,1%).
- Nord guida le aperture; forti crescite in Sicilia e Molise.
- Attività professionali e commercio settori più dinamici.
- Giovani under 35 protagonisti con oltre il 50% delle aperture.
- Regime forfetario scelto dal 48,5% dei nuovi titolari.