Una misura importante per il sostegno alla natalità è stata introdotta nel 2025 dal governo Meloni. Si tratta del bonus nascite, ancora valido anche oggi. La misura, infatti, è stata prevista per il biennio 2025-2026.
Da non confondere con l’Assegno Unico o con i vari bonus maternità, il bonus nuovi nati consiste in un contributo una tantum di 1.000 euro riconosciuto semplicemente per la nascita, l’adozione o l’affido preadottivo di un figlio.
I requisiti sono piuttosto ampi e la misura è pensata per una platea molto estesa di famiglie. Tuttavia, in queste settimane si è verificato un problema: le domande per il 2026 risultano momentaneamente bloccate.
Vediamo perché e cosa fare per non perdere il diritto al bonus.
“Buonasera, siamo diventati genitori il 20 febbraio scorso. Io sono un lavoratore dipendente, mia moglie anche, e adesso è in maternità obbligatoria. Ieri sera ho provveduto a rinnovare il nostro ISEE che avevo già fatto a gennaio, inserendo pure mia figlia. Contestualmente ho presentato la domanda di Assegno Unico e tutto è andato bene. Ma per il bonus nascite da 1.000 euro non ci riesco. Riuscite a darmi una mano? Mi blocca quando metto la data di nascita di mia figlia. Mi dice che devo mettere una data di nascita 2025. Ma allora per il 2026 non c’è più questo bonus?”
Bonus nascite da 1.000 euro, domanda 2026: c’è un problema
Nel 2025 sono state moltissime le famiglie che hanno ricevuto il bonus nuovi nati. La misura introdotta con la legge di Bilancio dello scorso anno è attiva anche nel 2026.
Il bonus consiste in 1.000 euro erogati una sola volta, come vero e proprio premio alla nascita.
L’importo viene pagato in un’unica soluzione dall’INPS, previa presentazione della domanda.
Dunque, le famiglie che nel 2026 hanno avuto o avranno un figlio possono stare tranquille: il bonus esiste ancora.
I requisiti principali sono:
- nascita, adozione o affido preadottivo avvenuti dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2026;
- ISEE minorenni in corso di validità non superiore a 40.000 euro.
È importante ricordare che il bonus non va confuso con l’Assegno Unico e Universale. Inoltre, nel calcolo dell’ISEE necessario per ottenere il bonus non viene considerato l’importo dell’Assegno Unico percepito dalla famiglia.
Domande bloccate: perché?
La domanda per il bonus nascite deve essere presentata all’INPS tramite procedura telematica disponibile sul sito dell’Istituto.
L’istanza va presentata entro 120 giorni dall’evento (nascita, adozione o affido). Dopo la richiesta, l’INPS effettua le verifiche e normalmente eroga il bonus entro circa 30 giorni.
Il problema attuale è che la procedura informatica dell’INPS non è stata ancora aggiornata per il 2026.
Nella piattaforma telematica, infatti, è ancora possibile inserire solo date di nascita riferite al 2025, motivo per cui molte famiglie ricevono un messaggio di errore quando provano a indicare una data del 2026.
L’INPS aveva inizialmente annunciato un aggiornamento del sistema entro febbraio, ma il ritardo tecnico ha fatto slittare l’attivazione della procedura.
Per il bonus nascite 2026 la procedura potrebbe partire a breve
Al momento non esiste una data ufficiale, ma è probabile che l’apertura delle domande per i nati nel 2026 avvenga nel corso del mese di marzo.
In ogni caso, il diritto al bonus non verrà perso. L’INPS dovrebbe infatti garantire che tutti i genitori possano presentare la domanda entro il limite dei 120 giorni dalla nascita.
Lo stesso meccanismo di salvaguardia era già stato utilizzato nel 2025, quando la misura è stata avviata. In quell’occasione, per i bambini nati fino al 24 maggio 2025, il termine per presentare la domanda era stato prorogato fino al 22 settembre 2025.
Nonostante questo, è sempre consigliabile controllare periodicamente il sito dell’INPS. Se la procedura verrà attivata nei prossimi giorni, sarà opportuno presentare subito la domanda, così da evitare qualsiasi rischio legato al superamento dei termini previsti.