Il bonus mamme torna al centro dell’attenzione con una novità operativa comunicata dall’INPS. Con il messaggio n. 147 del 2026, infatti, l’Istituto interviene ancora sulla disciplina dell’integrazione al reddito destinata alle lavoratrici madri con due o più figli: si tratta del cosiddetto Nuovo bonus mamme, pari a 40 euro al mese, previsto per particolari periodi dell’anno 2025. La legge di bilancio lo ha confermato anche per il 2026, portandolo a 60 euro mensili.
La comunicazione dell’INPS aggiorna gli strumenti per richiederlo in modo più completo. L’obiettivo è evitare che errori, dimenticanze o problemi nei controlli iniziali facciano perdere mensilità spettanti.
In sostanza, il bonus mamme viene gestito con un servizio telematico potenziato, che permette due operazioni importanti: inviare domande integrative per i mesi non indicati nella richiesta originaria e far ripartire alcune pratiche che non avevano superato i primi controlli automatici.
Come nasce il bonus mamme e a chi si rivolge
Il bonus mamme trova la sua base normativa nell’articolo 6 del decreto-legge 30 giugno 2025, n. 95, poi convertito nella legge 8 agosto 2025, n. 118. La misura ha una finalità chiara: sostenere il reddito delle lavoratrici madri che rientrano nei requisiti, attraverso un’integrazione economica.
Il valore indicato è di 40 euro al mese. Il riferimento temporale è rilevante: il Nuovo bonus mamme riguarda specifici periodi del 2025, quindi non si parla di un contributo generico o “a regime”, ma di un aiuto collegato a determinate mensilità dell’anno indicato. Tuttavia, come detto, la legge di bilancio 2026 ha confermato il bonus mamme innalzandolo a 60 euro mensili.
Il messaggio INPS 147/2026,non modifica importi e destinatari, ma mette mano alla parte pratica: come sistemare le istanze già inviate e come non perdere quote che spettavano ma non sono state incluse.
Domanda integrativa: il bonus mamme si può completare
La novità principale riguarda la possibilità di presentare una domanda integrativa. L’INPS ha implementato il servizio “Nuovo bonus mamme”, disponibile sul sito istituzionale, così da consentire alle beneficiarie di aggiungere i mesi rimasti fuori dalla richiesta precedente.
Questa funzione nasce per risolvere un problema frequente: una domanda compilata in modo incompleto o con un errore può aver escluso alcune mensilità. Senza un correttivo, il rischio sarebbe stato concreto: perdere il beneficio su quei mesi. Con l’aggiornamento annunciato, invece, il bonus mamme può essere “recuperato” attraverso un’integrazione della pratica, senza dover rinunciare a ciò che spetta.
Il senso dell’intervento è quindi quello di “sanare” le situazioni in cui la richiesta originaria non ha coperto tutte le mensilità riconoscibili. In questo modo, il bonus mamme diventa più accessibile anche per chi, in buona fede, non aveva indicato correttamente tutto ciò che era dovuto.
Scadenza 31 gennaio 2026: attenzione al termine
La domanda bonus mamme 2025 scadeva il 9 dicembre scorso. C’è però un punto decisivo: le domande integrative devono essere presentate entro e non oltre il 31 gennaio 2026. Il messaggio chiarisce che si tratta di un termine perentorio, quindi non solo consigliato. In altre parole, dopo quella data non è previsto che l’integrazione venga accolta.
Questo aspetto rende importante un’informazione tempestiva: il bonus mamme può essere completato, ma solo se la pratica integrativa viene inoltrata in tempo. La finestra è, dunque, limitata e richiede un’attenzione pratica, soprattutto nei casi in cui la domanda iniziale non comprendeva tutte le mensilità del 2025.
La scadenza unica consente di capire anche l’impostazione dell’INPS: l’aggiornamento del servizio è pensato per chiudere le pendenze in modo ordinato, evitando trascinamenti nel tempo. In questo quadro, il bonus mamme viene gestito con un calendario preciso, che non lascia spazio a ritardi.
Bonus mamme e domande “in blocco”: riparte la lavorazione e arriva il riesame
Accanto alle integrazioni, il messaggio 147/2026 affronta un secondo tema: le domande già presentate che non avevano superato i primi controlli automatici. L’INPS spiega che procederà a ulteriori lavorazioni, sempre entro il 31 gennaio 2026, per le richieste inviate entro il 9 dicembre 2025 e rimaste ferme ai controlli iniziali.
In pratica, alcune pratiche del bonus mamme non sono state accolte in prima battuta perché bloccate dai controlli automatici. Ora l’Istituto prevede una nuova fase di lavorazione per rimetterle in movimento. Inoltre, viene indicata una possibilità utile: attraverso il servizio dedicato si può verificare l’esito della domanda e aggiornare le modalità di pagamento, elemento che può essere determinante per ricevere correttamente l’integrazione.
Infine, l’INPS annuncia un ulteriore passaggio: un successivo messaggio disciplinerà la funzione per richiedere il riesame delle domande respinte o accolte solo in parte. Anche questo punto è centrale, perché amplia le tutele procedurali: il bonus mamme non si limita all’invio della domanda, ma prevede strumenti per controllare esiti e correggere situazioni non definitive.
Riassumendo
- Il bonus mamme 2025 prevede un’integrazione mensile di 40 euro per lavoratrici madri con due figli.
- L’INPS ha aggiornato il servizio online per gestire meglio il bonus mamme.
- È possibile inviare domande integrative per recuperare mesi non richiesti del bonus mamme.
- Le domande integrative devono essere presentate entro il 31 gennaio 2026.
- L’INPS rielabora le domande del bonus mamme bloccate dai controlli automatici iniziali.
- È previsto un futuro riesame per domande del bonus mamme respinte o accolte parzialmente.
- Il bonus mamme 2026 è portato a 60 euro mensili.