Il calendario fiscale entra nel vivo con l’avvio della Dichiarazione IVA 2026, partita ufficialmente il 1° febbraio 2026. Si tratta del modello relativo all’anno d’imposta 2025, che dovrà essere trasmesso dai soggetti obbligati entro termini ben precisi. La scadenza ordinaria è fissata al 30 aprile 2026, salvo eventuali proroghe che potrebbero essere disposte dall’Amministrazione finanziaria.
Accanto al termine ordinario, esiste però una data anticipata che interessa alcune categorie di contribuenti. In determinati casi, infatti, l’adempimento può dover essere effettuato entro il 28 febbraio 2026. Poiché quest’anno il 28 febbraio cade di sabato, il termine slitta al 2 marzo 2026, in base alle regole generali sul differimento delle scadenze fiscali quando coincidono con un giorno festivo.
Dichiarazione IVA 2026: scadenze e regole generali
La Dichiarazione IVA 2026 riguarda generalmente tutti i soggetti passivi IVA, come previsto dal D.P.R. 633/1972. L’invio deve avvenire esclusivamente in modalità telematica. Ad ogni modo sono previsti casi di esenzione dalla presentazione del Modello IVA.
Il termine ordinario del 30 aprile 2026 rappresenta la data di riferimento per la generalità dei contribuenti. Tuttavia, per chi è tenuto alla comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) relative al quarto trimestre 2025, le tempistiche possono cambiare.
In particolare, la LIPE dell’ultimo trimestre dell’anno deve essere trasmessa entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla chiusura del trimestre, ossia entro il 28 febbraio 2026 (quest’anno prorogato al 2 marzo). Questo passaggio incide direttamente sulle modalità di gestione della dichiarazione annuale.
LIPE quarto trimestre 2025: le due strade possibili
I contribuenti obbligati alla LIPE del quarto trimestre 2025 si trovano di fronte a due alternative operative.
La prima opzione consiste nell’inviare la comunicazione LIPE entro il 28 febbraio 2026 (2 marzo per effetto dello slittamento) e successivamente trasmettere la Dichiarazione IVA 2026 entro la scadenza ordinaria del 30 aprile 2026.
In questo caso, gli adempimenti restano distinti: prima la comunicazione periodica, poi la dichiarazione annuale.
La seconda possibilità è rappresentata dall’invio anticipato della Dichiarazione IVA 2026 entro il 28 febbraio 2026 (ovvero 2 marzo). In questa ipotesi, nel quadro VP del modello devono essere inseriti anche i dati relativi alla liquidazione IVA del quarto trimestre 2025.
Questa scelta permette di concentrare in un unico invio sia la dichiarazione annuale sia la comunicazione periodica. Dal punto di vista organizzativo, si tratta di una soluzione che può ridurre il numero di trasmissioni telematiche e semplificare la gestione amministrativa.
Errori e omissioni: come funziona la dichiarazione correttiva
Può accadere che, dopo l’invio del modello, emergano inesattezze o dati incompleti. In questi casi entra in gioco la cosiddetta “dichiarazione correttiva nei termini”, strumento che consente di sistemare eventuali errori entro il 30 aprile 2026.
Se la rettifica viene effettuata entro il 2 marzo 2026, le modifiche possono essere apportate intervenendo direttamente sul quadro VP. Questo vale per chi ha scelto la presentazione anticipata includendo la liquidazione del quarto trimestre 2025.
Se, invece, la correzione avviene dal 3 marzo al 30 aprile 2026, occorre utilizzare il quadro VH. Nel caso di liquidazione IVA di gruppo, disciplinata dall’art. 73 del D.P.R. 633/1972, l’intervento deve essere effettuato attraverso il quadro VV.
La distinzione temporale è rilevante perché determina il quadro da compilare per sistemare le informazioni trasmesse. Il rispetto dei termini consente di evitare ulteriori complicazioni e di mantenere la posizione fiscale corretta.
Dichiarazione IVA 2026: perché valutare l’invio anticipato
La scelta di anticipare all’Agenzia Entrate il Modello IVA 2026 entro la fine di febbraio (ovvero 2 marzo) può offrire vantaggi concreti. L’inserimento del quadro VP direttamente nella dichiarazione annuale consente di unificare due obblighi in un’unica trasmissione.
Questa modalità può semplificare i controlli interni e ridurre il rischio di dimenticanze. Un solo invio telematico, infatti, limita la possibilità di errori legati a comunicazioni separate.
Occorre però prestare particolare attenzione alla correttezza dei dati indicati. Una volta scelto l’invio anticipato della Dichiarazione IVA 2026, eventuali modifiche successive richiederanno un intervento specifico nei quadri VH o VV, a seconda del momento in cui viene effettuata la correzione.
Il termine finale del 30 aprile 2026 resta, comunque, il punto di riferimento ultimo per sistemare eventuali irregolarità attraverso la dichiarazione correttiva nei termini. Una gestione attenta delle scadenze e dei quadri da compilare permette di affrontare la Dichiarazione IVA 2026 in modo ordinato, rispettando le regole previste dalla normativa vigente e riducendo al minimo il rischio di errori formali.
Riassumendo
- Dal 1° febbraio 2026 si è aperta la finestra per l’invio della Dichiarazione IVA 2026.
- Scadenza ordinaria fissata al 30 aprile 2026.
- LIPE quarto trimestre entro 28 febbraio, slittato al 2 marzo.
- Possibile invio anticipato con quadro VP incluso.
- Errori correggibili entro 30 aprile con dichiarazione correttiva.
- Rettifiche tramite quadro VP, VH o VV secondo tempistica.