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Bonus giovani fino a 650 euro al mese: requisiti e regole in vista del 30 aprile 2026

Bonus giovani 2026, regole aggiornate, nuovi importi e requisiti precisi per le assunzioni stabili degli under 35.
31 Marzo 2026
bonus giovani
Foto © Investireoggi

La conversione in legge del decreto Milleproroghe ha confermato e ritoccato una misura che guarda all’ingresso dei più giovani nel lavoro stabile. Con la Legge 27 febbraio 2026, n. 26, resta, infatti, operativo il sostegno riconosciuto ai datori privati che assumono o trasformano un rapporto in contratto a tempo indeterminato entro il 30 aprile 2026. Il quadro, però, non è identico a quello precedente: le condizioni sono diventate più selettive e premiano soprattutto le imprese che aumentano davvero il numero degli occupati. Ci riferiamo al c.d. bonus giovani che, dunque, continua a essere uno strumento centrale, ma con criteri più rigorosi e con importi diversi a seconda della zona del Paese.

Bonus giovani, chi può rientrare nella misura

L’agevolazione è pensata per favorire l’inserimento stabile dei lavoratori più giovani, riducendo il peso dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro. Per accedere al beneficio servono due condizioni precise: età non superiore a 35 anni e assenza, nel percorso lavorativo precedente, di un contratto a tempo indeterminato già avuto in passato.

In sostanza, il meccanismo punta a sostenere chi si affaccia in modo più fragile sul mercato del lavoro e non ha ancora ottenuto una collocazione stabile. Il bonus giovani non è, quindi, una misura generalizzata per tutti gli under 35, ma un incentivo mirato a una platea ben definita. Rientrano anche i casi in cui un rapporto già in essere venga trasformato in contratto a tempo indeterminato, purché il passaggio avvenga entro la scadenza fissata.

Regole dal 1° gennaio 2026: incentivo pieno solo con nuova occupazione

Dal 1° gennaio 2026 il sistema è diventato più esigente per le aziende. Il beneficio massimo spetta, infatti, soltanto quando l’assunzione determina un incremento occupazionale netto, cioè quando il numero complessivo dei dipendenti cresce rispetto alla media dell’anno precedente.

In questa ipotesi lo sgravio contributivo arriva al 100%.

Se, invece, l’ingresso del lavoratore non produce un aumento reale dell’organico aziendale, la riduzione dei contributi si abbassa al 70%. Il principio seguito dal legislatore è chiaro: l’agevolazione più forte va alle imprese che creano posti aggiuntivi e non a quelle che si limitano a sostituire personale senza espandere l’occupazione. Per questo il bonus giovani viene oggi collegato in modo diretto alla crescita effettiva dei livelli occupazionali.

Resta inoltre fermo che il datore di lavoro, per utilizzare l’esonero, deve essere in regola sia con i versamenti contributivi sia con gli obblighi in materia di sicurezza. In altre parole servono un DURC regolare e il rispetto della normativa prevenzionistica. Senza questi presupposti, l’accesso al beneficio non può essere riconosciuto.

Importi dell’esonero e differenze tra territori

L’incentivo non ha lo stesso tetto massimo in tutta Italia. La misura prevede, infatti, due limiti mensili distinti. Il massimale ordinario è pari a 500 euro al mese per le assunzioni effettuate sul territorio nazionale. Sale a 650 euro mensili quando la sede o l’unità produttiva si trova in alcune aree indicate dalla norma.

L’importo più alto riguarda le regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria (c.d. ZES UNICA).

In queste realtà il bonus giovani può, pertanto, avere un impatto economico più consistente per il datore di lavoro, con l’obiettivo di sostenere in misura maggiore l’occupazione stabile.

Accanto a questo assetto, dal 1° aprile 2026 è previsto, sul piano teorico, anche l’obbligo di pubblicare le posizioni aperte sul portale SIISL. La concreta operatività di questo passaggio è legata alla pubblicazione del decreto attuativo del Ministero. L’idea di fondo è rendere la ricerca del lavoro più chiara e più digitale, concentrando le opportunità in un canale pubblico e tracciabile.

Va ricordato, inoltre, che l’efficacia definitiva di alcune misure resta subordinata anche al via libera della Commissione europea. Si tratta quindi di un quadro confermato dalla legge, ma con alcuni passaggi ancora collegati agli atti attuativi e alle autorizzazioni necessarie.

Bonus giovani, come si presenta la domanda all’INPS

Sotto il profilo operativo, la richiesta del beneficio non viene presentata dal lavoratore, ma dal datore di lavoro privato. L’istanza deve essere trasmessa all’INPS con modalità telematica attraverso il Portale delle Agevolazioni, già noto come DiResCo. È questo il canale previsto per attivare il bonus giovani e ottenere il riconoscimento dell’esonero contributivo nei limiti stabiliti dalla norma.

Il quadro aggiornato dalla Legge n. 26/2026 disegna,, dunque, una misura confermata, ma più selettiva: accesso riservato a chi non ha mai avuto un tempo indeterminato, vantaggio pieno solo in presenza di nuova occupazione, obbligo di regolarità contributiva e massimali che arrivano fino a 650 euro al mese nelle regioni indicate. Fino al 30 aprile 2026, il bonus giovani resta quindi una leva importante per favorire assunzioni stabili, ma con regole che premiano soprattutto l’occupazione aggiuntiva e la correttezza formale delle imprese.

Riassumendo

  • Il bonus giovani sostiene le assunzioni stabili di under 35 senza precedenti contratti fissi.
  • La misura è confermata dalla Legge 27 febbraio 2026, n. 26, di conversione del Milleproroghe 2026.
  • Vale per assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato fino al 30 aprile 2026.
  • Lo sgravio è totale solo con incremento occupazionale netto rispetto all’anno precedente.
  • Senza aumento dei dipendenti, l’esonero contributivo scende al 70%.
  • La domanda si presenta online all’INPS tramite Portale delle Agevolazioni.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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