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Assegno di mantenimento nel modello 730: puoi recuperare qualcosa anche sui figli

Come recuperare qualcosa sui figli a carico nel modello 730 con assegno di mantenimento verso la propria prole.
7 Giugno 2026
mantenimento 730
Foto © Investireoggi

Tra le numerose possibilità di risparmio fiscale a disposizione dei contribuenti vi è anche quella legata all’assegno di mantenimento versato all’ex coniuge a seguito di separazione o divorzio. Si tratta di un’opportunità importante per recuperare, almeno in parte, il peso economico di una spesa imposta da un provvedimento giudiziario.

Le regole cambiano però quando il mantenimento riguarda non solo l’ex coniuge, ma anche i figli. In questi casi, infatti, il trattamento fiscale è diverso. Per i figli non è prevista alcuna deduzione dell’assegno di mantenimento. Quando l’importo stabilito dal giudice comprende sia la quota destinata all’ex coniuge sia quella destinata ai figli, il beneficio fiscale può essere riconosciuto soltanto per la parte riferibile al coniuge.

Esistono comunque altre agevolazioni fiscali che possono essere sfruttate nel modello 730 in presenza di figli fiscalmente a carico.

“Buonasera, sono Rocco, un vostro assiduo lettore. Sto per preparare il mio modello 730. Sono divorziato e verso 550 euro di mantenimento alle mie due figlie, una di 26 anni e l’altra di 24 anni. Ormai da cinque anni verso questo assegno dopo la separazione dalla mia ex moglie. Da tre anni, però, la mia ex moglie è deceduta.

Le mie figlie non lavorano e stanno ancora studiando. Il mio avvocato mi ha spiegato che l’obbligo di mantenimento resta in vigore fino a quando non raggiungeranno l’indipendenza economica. Vorrei però capire come comportarmi con la dichiarazione dei redditi. Posso scaricare il mantenimento? So che per i figli non è previsto, o almeno questo è quanto mi hanno riferito alcuni consulenti. Con il decesso della mia ex moglie le cose cambiano oppure no?”

Assegno di mantenimento nel modello 730: puoi recuperare qualcosa anche sui figli

In effetti, il rapporto tra assegno di mantenimento e dichiarazione dei redditi presenta alcune particolarità che spesso generano dubbi.

Quando il mantenimento viene versato all’ex coniuge, l’importo può essere indicato nella dichiarazione dei redditi. In particolare, nel modello 730 deve essere compilato il rigo E22 del quadro E, dedicato agli oneri deducibili, indicando il codice fiscale dell’ex coniuge e l’importo versato nel corso dell’anno.

È importante precisare che non si tratta di una detrazione, bensì di una deduzione dal reddito imponibile. In pratica, l’importo versato viene sottratto dal reddito sul quale verranno poi calcolate le imposte.

Si tratta quindi di un vantaggio fiscale particolarmente significativo.

Nel caso in cui l’assegno di mantenimento sia destinato sia all’ex coniuge sia ai figli, il beneficio fiscale spetta esclusivamente per la quota attribuita al coniuge, così come individuata nel provvedimento di separazione o divorzio emesso dal giudice.

Nella dichiarazione deve essere indicato l’importo effettivamente versato nell’anno precedente, limitatamente alla parte riferibile all’ex coniuge.

Ecco le regole tra coniugi, ex coniugi, figli a carico e ripartizione di detrazioni e deduzioni

Per quanto riguarda i figli, non è prevista alcuna possibilità di dedurre dal reddito imponibile l’assegno di mantenimento corrisposto.

Nel caso del nostro lettore, quindi, l’importo versato alle figlie non può essere portato in deduzione nel modello 730.

Ciò non significa però che non esistano agevolazioni fiscali. Anche se non convivono con il padre, le due ragazze possono essere indicate nella dichiarazione dei redditi come figlie fiscalmente a carico, con la possibilità di beneficiare delle relative detrazioni, indipendentemente dall’assegno di mantenimento versato.

Va ricordato che le tradizionali detrazioni per figli a carico sono state in gran parte sostituite dall’Assegno Unico Universale a partire dal marzo 2022.

Quando un figlio rientra nel perimetro dell’Assegno Unico, infatti, le relative detrazioni fiscali non spettano più.

Resta però una significativa eccezione: per i figli a carico con età superiore a 21 anni e fino a 30 anni, le detrazioni continuano a essere riconosciute.

Poiché le due figlie del lettore hanno 24 e 26 anni e risultano ancora prive di autonomia economica, possono essere indicate nel frontespizio della dichiarazione come figli fiscalmente a carico, riportando i rispettivi codici fiscali.

Nel caso specifico, dovranno essere indicati 12 mesi di carico fiscale e una percentuale di detrazione pari al 100%.

Su questo aspetto è opportuno prestare attenzione. La detrazione al 100% spetta quando esiste un unico genitore vivente, come nel caso del lettore, oppure quando i due genitori concordano di attribuire interamente il beneficio fiscale al genitore con il reddito più elevato.

In presenza di separazione o divorzio e con entrambi i genitori viventi, infatti, la regola generale prevede una ripartizione della detrazione nella misura del 50% ciascuno.

Nel caso prospettato dal lettore, il decesso dell’ex coniuge consente invece di beneficiare integralmente delle detrazioni eventualmente spettanti per le figlie fiscalmente a carico.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.