Dovrebbe arrivare in anticipo la lavorazione della mensilità di marzo dell’Assegno di Inclusione. L’INPS ha comunicato che l’avvio delle lavorazioni scatterà da martedì 24. Mentre per i beneficiari le ricariche sono previste da giovedì 26. L’importo della ricarica, però, è un aspetto che continua a interessare molti contribuenti.
I beneficiari dell’Assegno di Inclusione, nei primi mesi dell’anno, vivono spesso una sorta di ansia da sussidio, poiché le cifre possono variare di mese in mese. Successivamente, la situazione tende a stabilizzarsi e, salvo casi specifici, l’importo dell’Assegno prosegue in maniera costante per il resto dell’anno.
Molto dipende dall’ISEE e da quando si è presentata la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) all’INPS per ottenere una certificazione aggiornata. Ed è proprio l’ISEE uno degli strumenti principali che può incidere sull’importo dell’Assegno di Inclusione, consentendo, in alcuni casi, di aumentare la prestazione per chi ha subito riduzioni.
Aumenti, tagli e variazioni, perché accade all’Assegno di Inclusione?
Non sono rare le variazioni dell’importo dell’Assegno di Inclusione nei primi mesi dell’anno. Tutto dipende dall’aggiornamento dell’ISEE che, a gennaio, non è utilizzato per la ricarica del sussidio da parte dell’INPS, mentre da febbraio produce nuovi importi per molte famiglie. L’ISEE, infatti, cambia di anno in anno perché cambia l’anno di riferimento.
L’ISEE 2026 si basa su redditi e patrimoni del 2024, mentre quello dell’anno precedente faceva riferimento al 2023. È evidente, quindi, che se le condizioni reddituali, patrimoniali o la composizione del nucleo familiare sono cambiate, anche l’importo del sussidio subirà variazioni.
Un ISEE più alto, un reddito familiare maggiore, oppure un minorenne che diventa maggiorenne: sono tutti fattori che incidono direttamente sull’Assegno di Inclusione.
Ecco alcuni esempi di Assegno di Inclusione calato di importo o addirittura revocato
Esistono casi particolari, spesso poco conosciuti, che riguardano sussidi revocati, sospesi o ridotti.
Ad esempio, un nucleo familiare composto da padre cinquantenne, madre cinquantenne e figlio appena maggiorenne può perdere il sussidio percepito fino all’anno precedente, pur rientrando nei limiti di reddito e patrimonio. Se, invece, oltre al figlio maggiorenne è presente anche un figlio minorenne, l’Assegno di Inclusione non è revocato, ma ridotto di importo rispetto al passato.
In assenza di condizioni particolari, come carichi di cura o prese in carico da parte dei servizi sociali, i soggetti tra i 18 e i 59 anni sono esclusi dalla prestazione. Un nucleo familiare con due figli minorenni riceve un Assegno calcolato su entrambi; ma quando uno dei figli compie 18 anni, viene escluso dal beneficio e l’importo si riduce.
Se non vi sono più minorenni nel nucleo, dal mese in cui l’ultimo figlio compie 18 anni, l’Assegno di Inclusione viene revocato.
Ecco le soluzioni che a volte si possono usare per correggere il tutto
Nel caso appena descritto, non esistono soluzioni praticabili. Lo stesso vale, ad esempio, per un nucleo familiare che perde il diritto al sussidio a seguito della scomparsa del soggetto over 60 su cui si basava la prestazione.
Diverso è il discorso per quanto riguarda reddito e patrimonio, quindi l’ISEE. Come già evidenziato, le condizioni economiche di un nucleo possono cambiare da un anno all’altro. Tuttavia, poiché l’ISEE ordinario si basa sui dati dei due anni precedenti, esiste una possibilità per evitare tagli o revoche.
Se nel 2024 il nucleo familiare disponeva di redditi e patrimoni che oggi non esistono più, è possibile richiedere l’ISEE corrente. Ciò consente di aggiornare l’indicatore sulla base della situazione economica attuale.
In questo modo, in caso di riduzione dell’Assegno di Inclusione, la famiglia può ottenere un ricalcolo più favorevole. Inoltre, se il sussidio è stato revocato all’inizio dell’anno per superamento delle soglie ISEE, grazie all’ISEE corrente è possibile presentare una nuova domanda per rientrare nella prestazione.
Bisogna ricordare che l’ISEE corrente ha una validità di 6 mesi e non copre l’intero anno. Tuttavia, può essere rinnovato prima della scadenza, consentendo così di mantenere aggiornata la propria posizione e, ove possibile, beneficiare nuovamente del sussidio.