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Oggi: 14 Feb, 2026

Arriva il nuovo ISEE antifrode, cos’è e cosa cambia per le famiglie

Cos'è la novità dell'ISEE antifrode, quali sono le pratiche che si vogliono sconfiggere e quali restano i problemi legati alla DSU.
4 giorni fa
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isee antifrode
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Una volta l’ISEE era davvero uno strumento su cui dichiarazioni mendaci, omissioni e altre pratiche poco lecite, erano assai diffuse. Per il solo fatto che tutto era auto-dichiarato per davvero, nel senso che il richiedente poteva dichiarare ciò che voleva per avere l’attestazione, molti prendevano cose e godevano di agevolazioni che non spettavano. Su bonus e agevolazioni assegnati proprio in funzione dell’ISEE, frodi e furberie varie sono state sempre molto diffuse. Poi i sistemi di richiesta e controllo si sono affinati. Sul sito dell’INPS esce già una versione precompilata dell’ISEE, con dentro molti dei dati che prima i richiedenti omettevano o cambiavano.

I CAF e i professionisti poi, sulle loro piattaforme, hanno procedure di controllo preventivo, che blocca dichiarazioni infedeli. E se anche il controllo dei CAF viene superato, i controlli dell’INPS portano spesso ad attestazioni difformi da rifare e praticamente inutilizzabili. Ma adesso si va oltre. Nasce nel cosiddetto decreto PNRR l’ISEE antifrode. Ecco di cosa si tratta e cosa cambia.

Arriva il nuovo ISEE antifrode, cos’è e cosa cambia per le famiglie

Come detto nel tempo si sono affinate le procedure di rilascio dell’ISEE. I controlli sono tanti e con molti dati facilmente rilevabili dalle autorità grazie all’incrocio delle banche dati. Eppure, se adesso si arriva nel decreto PNRR a mettere di nuovo sotto la lente di ingrandimento l’ISEE, vuol dire che frodi e agevolazioni prese e non spettanti sono ancora all’ordine del giorno. L’ISEE resta il documento più importante per molte famiglie. Si tratta dell’attestazione che serve per prendere bonus sociali sulle bollette, esenzioni da alcune tasse, borse di studio universitarie e così via dicendo.

Adottare pratiche scorrette per poter poi andare a godere di vantaggi che altrimenti non spetterebbero è un qualcosa che molti da sempre fanno.

E non possiamo circoscrivere solo all’ISEE queste azioni. I furbetti in Italia sono sempre tanti. E lo Stato si muove, cercando soluzioni a queste situazioni. Saranno gli enti che erogano bonus e agevolazioni o che tagliano balzelli e tasse collegando tutte queste cose all’ISEE, ad acquisire automaticamente i dati che poi sono quelli necessari per ottenere queste agevolazioni. Tutto automatizzato e tramite la piattaforma INPS.

A dire il vero non sembra nulla di nuovo. Verrà in pratica dato mandato agli enti di acquisire automaticamente l’ISEE e quindi i richiedenti una determinata prestazione non saranno più tenuti a presentarlo volta per volta. Una novità che secondo i proponenti, non produce spese aggiuntive per le casse dello Stato e proprio per questo riteniamo che cambierà relativamente poco.

Dove dovrebbero partire le iniziative per evitare frodi e pratiche da furbetti

Ok l’ISEE antifrode come lo hanno chiamato adesso. Ok agli automatismi che portano gli enti ad entrare automaticamente in possesso dei dati delle dichiarazioni ISEE, ma forse alla base di frodi e cose di questo genere c’è dell’altro.

L’ISEE come tutti sanno è calcolato sul reddito di tutti i componenti il nucleo familiare e su tutti i patrimoni degli stessi componenti.

Il riferimento è al secondo anno precedente quello della presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica che è l’autocertificazione necessaria per chiedere l’ISEE e che tutti conoscono con l’acronimo di DSU. Evidente che se nel nucleo familiare ci sono soggetti che hanno redditi e patrimoni, questi alzano l’ISEE. Se al contrario ci sono soggetti privi di redditi e patrimoni, questi abbassano l’ISEE.

Crediamo che le pratiche più furbesche che spesso vengono adottate, sono le separazioni dei nuclei familiari. Eliminando dal nucleo i soggetti che lo fanno alzare. Oppure inserendo soggetti che lo fanno abbassare. I controlli dovrebbero essere alla base di queste azioni adottate. Crediamo servirà a poco l’accesso diretto agli ISEE da parte degli enti.

Controlli rafforzati insieme alle già note sanzioni

La verità è che servirebbe un rafforzamento dei controlli con verifiche più stringenti per contrastare errori, false o mendaci dichiarazioni, omissioni e dichiarazioni non veritiere. Controlli che però sono parecchio difficili da mettere a punto vista la varietà di azioni che i dichiaranti possono introdurre. Con il passaggio all’ISEE precompilato sono diventate meno facili omissioni relative a reddito e patrimoni, ma per tutte le altre cose, evidente che la materia si espone alle furberie. Dal punto di vista sanzionatorio e delle conseguenze che subirebbero quanti si rendono colpevoli di queste pratiche, la situazione comunque è chiara. Ed è su questo che forse le nuove norme aiuteranno.

La presentazione di un ISEE non conforme alla reale situazione economica e patrimoniale di una famiglia in linea di massima porta oggi ad una fruizione di bonus e agevolazioni che poi, se in un secondo momento vengono fuori quelle non conformità, vanno restituite. E l’ente che le ha erogate, può chiedere la restituzione fino a 5 anni indietro. Inoltre, se l’incasso di bonus e agevolazioni nasce da dolo, ovvero da dichiarazioni false ed omissioni fatte di proposito dal contribuente e non figlie di errori inconsapevoli, ecco che scattano le sanzioni penali, che possono portare multe e addirittura l’arresto da 6 mesi a 3 anni.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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