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Aiuti di Stato, avvisi dell’Agenzia Entrate: errori in dichiarazione redditi da correggere subito

Aiuti di Stato nel mirino del Fisco: gli errori in dichiarazione possono essere corretti con sanzioni ridotte.
18 Maggio 2026
compliance aiuti di stato
Foto © Investireoggi

L’Agenzia delle Entrate ha definito una procedura di avviso per i contribuenti che, nelle dichiarazioni fiscali relative al periodo d’imposta 2022, hanno indicato dati non coerenti nel prospetto dedicato agli aiuti di Stato. L’intervento riguarda i modelli Redditi/2023 , Irap/2023 e 770/2023 e punta a favorire una correzione spontanea prima dell’avvio di verifiche più pesanti.

Il provvedimento del 14 maggio 2026 chiarisce che le segnalazioni arrivano ai soggetti interessati quando le informazioni comunicate non consentono l’iscrizione nei registri previsti per gli aiuti pubblici. In pratica, il Fisco evidenzia l’anomalia e mette a disposizione gli elementi utili per sistemare la posizione.

Il meccanismo rientra nella cosiddetta compliance, cioè nel dialogo preventivo tra amministrazione finanziaria e contribuente. La comunicazione contiene i dati identificativi, il modello presentato, l’anno interessato e le irregolarità riscontrate. La finalità è permettere la correzione con sanzioni ridotte, secondo l’art. 1, commi 634-636, Legge 190/2014.

Prospetto aiuti di Stato: chi riceve l’avviso e come consultarlo

Le comunicazioni (lettere di compliance) riguardano i beneficiari di misure agevolative, anche in regime “de minimis”, che hanno indicato il beneficio in modo errato o incompleto. Il problema emerge quando le informazioni non risultano sufficienti per il passaggio nei sistemi ufficiali, come il Registro nazionale (RNA), il sistema agricolo o quello legato alla pesca e all’acquacoltura.

L’avviso viene inviato al domicilio digitale. Resta, comunque, disponibile nel Cassetto fiscale, nella sezione dedicata ai messaggi dell’Agenzia. Questo consente di recuperare il contenuto anche quando la comunicazione non viene letta subito attraverso i canali ordinari.

Il contribuente può fornire chiarimenti, segnalare elementi non valutati oppure presentare una dichiarazione correttiva.

Anche l’intermediario incaricato può assistere nella gestione della pratica. Per gli aiuti di Stato è, quindi, essenziale verificare non solo l’importo indicato, ma anche i codici e i dati collegati all’attività svolta. Una verifica ordinata degli aiuti di Stato riduce il rischio di nuovi rilievi e aiuta a prevenire correzioni più onerose nel tempo.

Errori frequenti nei prospetti dichiarativi

Una delle criticità più ricorrenti riguarda l’uso del codice “999”. Si tratta di un codice residuale, da utilizzare soltanto quando la misura non è presente nelle tabelle ufficiali. Se viene usato per un beneficio già classificato, oppure per un’agevolazione concessa da un ente diverso dall’amministrazione finanziaria, la dichiarazione può risultare non allineata.

In tali casi può essere necessario trasmettere una dichiarazione integrativa con il codice corretto. Altri errori riguardano il codice Ateco, il settore, la regione, il comune, la dimensione dell’impresa o la tipologia dei costi. Sono dettagli tecnici, ma decisivi per la registrazione degli aiuti di Stato.

La registrazione è un passaggio centrale perché garantisce trasparenza, tracciabilità e rispetto delle regole europee sul cumulo. Il Registro nazionale è stato istituito presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per le misure fiscali automatiche e semiautomatiche rileva l’art. 10 del regolamento approvato con DM n. 115/2017.

Regolarizzazione degli aiuti di Stato e sanzioni ridotte

Quando la mancata iscrizione deriva da dati sbagliati, la strada ordinaria è la dichiarazione integrativa.

La correzione permette di inserire le informazioni esatte e di rendere possibile la registrazione degli aiuti di Stato nei sistemi competenti. Se, invece, il beneficio è stato fruito senza i presupposti, occorre restituire quanto non spettante, con interessi.

Restano dovute le sanzioni, ma è possibile beneficiare del ravvedimento operoso previsto dall’art. 13, Dlgs n. 472/1997. La disciplina consente una riduzione dell’importo quando la regolarizzazione avviene prima di contestazioni formali. Per queste ipotesi continua ad applicarsi il regime precedente alle modifiche del D. Lgs n. 87/2024, con effetti più favorevoli per chi interviene in tempo.

La verifica dei prospetti dichiarativi non va, dunque, considerata un adempimento marginale. Codici, importi e dati territoriali incidono sulla corretta gestione degli aiuti di Stato e sulla posizione fiscale complessiva. Una risposta tempestiva all’avviso dell’Agenzia può evitare contestazioni successive e rendere più ordinato il rapporto con l’amministrazione.

Riassumendo

  • Gli aiuti di Stato dichiarati male possono generare avvisi dell’Agenzia delle Entrate.
  • Le comunicazioni riguardano modelli Redditi, Irap e 770 del periodo d’imposta 2022.
  • Gli avvisi sono disponibili al domicilio digitale e nel Cassetto fiscale.
  • Gli errori frequenti riguardano codici, dati territoriali e informazioni sull’impresa.
  • La dichiarazione integrativa consente di correggere dati incompleti o non coerenti.
  • Il ravvedimento operoso permette sanzioni ridotte se si interviene tempestivamente.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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