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La crisi nera del commercio: chiudono 14 negozi ogni giorno, dramma per i posti di lavoro

Le motivazioni vanno ricercate anche nella minor spesa delle famiglie che, a causa della crisi e degli stipendi che non crescono, sono obbligate a spendere 2.530 euro in meno.
di
22 Luglio 2019

La situazione del commercio in Italia appare sempre più drammatica. Secondo le stime di Confesercenti, infatti, il 2019 si sta confermando un anno nero per le vendite e se si continuerà su questa via l’anno potrebbe chiudersi con una flessione del -0,4% delle vendite. Tutto a discapito dei posti di lavoro. 

Sempre più negozi costretti a chiudere

Secondo i dati di Confesercenti, rispetto al 2011 ci sono 32mila negozi in meno, un numero davvero impressionante che ha portato ad annullare 3 miliardi di euro di investimenti delle imprese. Il 2019 oltretutto si sta confermando ancora peggiore con la chiusura di altri 5mila negozi, circa 14 al giorno.

Le famiglie spendono meno e il ruolo degli e-commerce

Le motivazioni vanno ricercate nella minor spesa delle famiglie che a causa della crisi e degli stipendi che non crescono, sono obbligate a spendere 2.530 euro in meno rispetto a qualche anno fa. La minor spesa non riguarda solo il Sud e le aree più povere del paese ma anche le regioni del Centro e Nord. Addirittura, anche in Lombardia le famiglie hanno ridotto i consumi del 3,5% così come nelle altre aree ricche del paese. A questo va aggiunto il potere del commercio online sempre più in crescita che orienta le scelte delle famiglie verso outlet o appunto negozi web dove è possibile trovare offerte e prodotti concorrenziali a discapito dei negozi fisici che chiudono a ritmo elevato entro i tre anni dall’apertura. Più volte abbiamo parlato di come i negozi online stanno lentamente prendendo quota sopratutto tra i giovani che decidono di acquistare prodotti di vario tipo su internet attratti dai prezzi più bassi ma seguendo il modello di Amazon anche i generi alimentari e i prodotti per la casa ormai si acquistano facilmente online.

 

Secondo Patrizia De Luise, presidente di Confesercenti ”Se si pensa che, in media, ogni piccolo negozio che chiude crea due disoccupati, è chiaro che ci troviamo di fronte ad una crisi aziendale gravissima, anche se nessuno sembra accorgersene. Persino il commercio su aree pubbliche è in difficoltà, messo a terra da un caos normativo che ha accelerato la marginalizzazione dei mercati e il dilagare dell’abusivismo“. 

In sostanza il problema appare molto più grande di quanto si possa pensare, con la perdita di posti di lavoro e una crisi del commercio che secondo Confcommercio richiede “un’azione organica per restituire capacità di spesa alle famiglie”.

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Come il commercio online e i discount si mangiano i negozi fisici

 

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