Il modello 730 è la dichiarazione dei redditi con cui i contribuenti italiani comunicano al Fisco i redditi percepiti e determinano il saldo delle imposte relative all’anno precedente.
Oltre a essere utilizzato per il pagamento delle imposte dovute, il modello 730 consente a molti contribuenti di ottenere il rimborso fiscale delle somme versate in eccesso e di portare in detrazione o deduzione le spese sostenute nel corso dell’anno d’imposta.
Quando nel modello 730 viene indicato il datore di lavoro come sostituto d’imposta, sarà quest’ultimo a erogare il rimborso direttamente in busta paga.
In base alla data di presentazione della dichiarazione, il rimborso può arrivare in mesi diversi.
Ad esempio, per i modelli 730 trasmessi entro il 20 giugno, il conguaglio a credito dovrebbe essere effettuato con la busta paga di luglio.
Può però accadere che il rimborso non venga accreditato nello stipendio di luglio. Vediamo quali possono essere le cause.
Ecco i motivi del mancato rimborso dal modello 730 a luglio e agosto
Se nel modello 730 non è indicato il sostituto d’imposta, il rimborso fiscale è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente entro il mese di dicembre. In questo caso si parla di modello 730 senza sostituto.
Quando, invece, è indicato il datore di lavoro, il conguaglio fiscale si effettua direttamente in busta paga.
I tempi di accredito possono tuttavia variare in base a diversi fattori.
Uno dei principali riguarda la capienza fiscale del datore di lavoro.
Se per il contribuente la capienza fiscale rappresenta il limite entro il quale è possibile recuperare le imposte versate, per il datore di lavoro indica invece la disponibilità delle somme necessarie per anticipare i rimborsi per conto del Fisco.
Il datore di lavoro può infatti effettuare i rimborsi nei limiti delle imposte che deve versare nello stesso periodo.
Se la capienza fiscale non è sufficiente, il rimborso può essere rinviato ai mesi successivi, erogato in più tranche oppure, nei casi previsti, slittare alle dichiarazioni dei redditi degli anni successivi.
I controlli dell’Agenzia delle Entrate e le cartelle esattoriali
Occorre inoltre considerare che, quando il rimborso fiscale è particolarmente elevato, la normativa consente all’Agenzia delle Entrate di effettuare controlli preventivi sulla dichiarazione.
In presenza di un credito superiore a 4.000 euro, l’Amministrazione finanziaria può sospendere temporaneamente il rimborso fino al completamento delle verifiche.
In questo caso il credito non sarà corrisposto con la busta paga di luglio, ma soltanto dopo la conclusione dei controlli.
Le verifiche possono essere avviate anche in presenza di altri elementi che l’Agenzia delle Entrate ritenga meritevoli di approfondimento.
In queste situazioni la definizione della dichiarazione dei redditi e il conseguente rimborso fiscale possono subire un rinvio.
Il rimborso derivante dal modello 730 può inoltre essere sospeso in presenza di cartelle esattoriali non pagate.
Se il credito fiscale supera 500 euro, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione verifica l’eventuale presenza di debiti iscritti a ruolo a carico del contribuente.
In tali casi può essere proposta la compensazione, consentendo al contribuente di utilizzare, in tutto o in parte, il rimborso fiscale per estinguere le cartelle esattoriali.
Il contribuente dispone di 60 giorni per comunicare la propria decisione. In assenza di risposta, il rimborso del modello 730 rimane sospeso fino alla fine dell’anno successivo.


