Si terrà mercoledì 29 luglio l’asta mensile per l’emissione del nuovo Bot a 6 mesi (ISIN: IT0005725236) e il pubblico avrà tempo fino a domani per investire attraverso gli ordini sottoposti agli intermediari. Il Tesoro offre 7,50 miliardi di euro, a cui potranno sommarsi fino ad ulteriori 750 milioni con l’asta supplementare di giovedì 30, riservata come sempre agli “Specialisti in titoli di stato”. Va tenuto presente che alla data di regolamento del 31 luglio arriveranno a scadenza titoli semestrali per 10,80 miliardi. Questo dato ci dice due cose: il solo effetto rinnovo dovrebbe tenere alta la domanda per la nuova emissione e le dimensioni del nostro debito pubblico non aumenteranno con l’operazione, anzi si contrarranno.
Investire nel Bot a 6 mesi: rendimento atteso
Il nuovo Bot a 6 mesi su cui possiamo investire maturerà gli “interessi” a partire dal 31 luglio e arriverà a scadenza il 29 gennaio 2027 per una durata massima di 182 giorni. Essendo un titolo senza cedola, quando parliamo di interessi ci riferiamo alla differenza tra il prezzo di rimborso (o disinvestimento anticipato) e il prezzo di emissione (o acquisto sul mercato secondario).
Ha senso investire oggi nel Bot a 6 mesi? Anzitutto, cerchiamo di capire quanto possa rendere l’operazione. A fine giugno, l’asta da 4,50 miliardi esitò un rendimento medio ponderato del 2,479% a fronte di un prezzo di 98,749 centesimi. Stando alle attuali condizioni di mercato, anche la nuova emissione renderebbe attorno al 2,50% annualizzato. Considerata l’inflazione italiana al 3% a giugno, c’è il serio rischio che da qui a fine gennaio i prezzi al consumo nel nostro Paese salgano più di quanto il titolo offra al netto dell’imposta.
Opportunità con picco dei tassi tra 2026-2027
Tuttavia, abbiamo più e più volte precisato che il Bot a 6 mesi non è a tutti gli effetti un bond per investire, ma più che altro per impiegare la liquidità a breve termine. Un’alternativa al conto corrente, in buona sostanza. Ma la tempistica può esserci di aiuto. Questo titolo sarà rimborsato alla fine di gennaio, quando verosimilmente i rendimenti avranno raggiunto il picco in vista di una discesa dei tassi nei mesi successivi. Questo è quanto segnala il mercato, che sconta le tensioni geopolitiche e il loro impatto su inflazione e politiche monetarie.
Ovviamente, stiamo parlando di uno scenario ipotetico e suscettibile di mille cambiamenti da qui a qualche mese, come ci stiamo abituando ormai con la guerra USA-Iran. Rebus sic stantibus, rendimenti al picco tra fine 2026 e inizi 2027 prospetterebbero prezzi in risalita subito dopo. Sarebbe quello il momento più adatto per spostarsi dal tratto breve al tratto lungo della curva per cercare di guadagnare dall’apprezzamento dei bond. Il capitale appena rimborsato con un rendimento netto sopra il 2% ci servirebbe immediatamente per lucrare tramite scadenze molto più lunghe o anche solo per bloccarne i rendimenti per anni ai livelli massimi raggiunti.
Disinvestimento anticipato a rischio contenuto
Ecco quale può e forse deve essere il senso di investire in un Bot a 6 mesi.
Non il rendimento in sé, che necessariamente risulta essere molto contenuto, bensì l’opportunità di mobilitare la liquidità in vista di impieghi successivi più fruttuosi. Se lo scenario si evolvesse più velocemente in tale direzione, l’obbligazionista potrebbe sempre rivendere sul mercato secondario per liberare liquidità e con scarse probabilità di subire perdite, se non eventualmente assai marginali.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



