L’ISEE fai da te rappresenta una soluzione molto comoda per i contribuenti che preferiscono gestire autonomamente la pratica, senza rivolgersi a CAF, commercialisti o altri soggetti autorizzati.
Sul sito dell’INPS è infatti disponibile una procedura semplificata che consente di compilare l’ISEE nella versione precompilata. Una scelta dettata più dall’esigenza di evitare appuntamenti e code agli sportelli che da motivi economici, considerando che, nella maggior parte dei casi, il rilascio dell’ISEE è gratuito.
Tuttavia, gli errori sono sempre dietro l’angolo. Basta una semplice distrazione per ottenere un valore ISEE molto più alto del dovuto, con il rischio di perdere bonus, agevolazioni e prestazioni collegate all’indicatore.
Errore ISEE e addio bonus e agevolazioni: ecco quello più comune che nessuno vede
L’ISEE è uno strumento fondamentale per accedere a numerosi bonus, agevolazioni e prestazioni sociali e assistenziali.
La maggior parte delle misure prevede infatti una soglia ISEE da non superare. Per questo motivo, più il valore dell’indicatore è basso, maggiori sono le possibilità di beneficiare delle agevolazioni previste.
Vale, ad esempio, per l’Assegno Unico, il cui importo varia proprio in base all’ISEE, ma anche per misure come il Supporto per la Formazione e il Lavoro e l’Assegno di Inclusione.
L’indicatore è inoltre utilizzato per ottenere i bonus sociali sulle bollette di luce, gas e acqua, gli sconti sulla Tari, le riduzioni delle tasse universitarie, del costo della mensa scolastica e dei ticket sanitari.
In altre parole, mantenere un ISEE corretto è fondamentale. Un errore che ne aumenta il valore può comportare la perdita di numerosi benefici, soprattutto quando si tratta di una svista facilmente correggibile.
ISEE precompilato, come si fa?
Chi utilizza per la prima volta l’ISEE precompilato deve prestare attenzione ai diversi passaggi previsti dalla procedura.
Per prima cosa è necessario accedere all’area riservata MyINPS tramite le proprie credenziali.
Una volta effettuato l’accesso, occorre individuare il servizio dedicato all’ISEE precompilato e avviare la compilazione.
Durante la procedura il sistema richiede l’autorizzazione da parte degli altri componenti maggiorenni del nucleo familiare, necessaria per il trattamento dei dati personali e delle informazioni patrimoniali utilizzate nel calcolo dell’indicatore.
L’autorizzazione può essere fornita direttamente dai componenti interessati attraverso il proprio accesso all’area riservata dell’INPS oppure tramite l’inserimento dei dati di riscontro ricavati dalla tessera sanitaria, dalla dichiarazione dei redditi e dalle informazioni patrimoniali.
Una volta completata questa fase, è possibile procedere con la verifica dei dati già precompilati.
Ed è proprio in questa fase che molti contribuenti commettono uno degli errori più frequenti, sottovalutando la sezione dedicata al patrimonio immobiliare.
Attenti all’errore sulla prima casa nell’ISEE precompilato
Tra i dati già presenti nella Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) particolare attenzione deve essere riservata agli immobili.
L’INPS inserisce infatti tutte le proprietà immobiliari che risultano intestate ai componenti del nucleo familiare sulla base delle informazioni catastali disponibili.
Tuttavia, spetta al dichiarante verificare che sia correttamente indicata l’abitazione principale.
Dal 2025, infatti, la prima casa beneficia di una franchigia più elevata rispetto al passato: pari a 91.500 euro, che può arrivare a 120.000 euro nei casi previsti dalla normativa.
Ciò significa che l’abitazione principale incide in misura minore sul valore dell’ISEE rispetto agli altri immobili.
In linea generale, il patrimonio immobiliare rileva ai fini dell’ISEE nella misura del 20% del valore. Per la prima casa, però, tale incidenza viene calcolata al netto della franchigia spettante.
L’errore più frequente consiste proprio nel non selezionare l’apposito flag che identifica l’immobile come abitazione principale durante la compilazione dell’ISEE precompilato.
In questo modo l’immobile viene considerato come una seconda casa, con il risultato di far aumentare inutilmente il valore dell’ISEE. E, di conseguenza, di compromettere l’accesso a bonus e agevolazioni.

