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Oggi: 24 Lug, 2026

Scadenze, tolleranza e mancato pagamento: tutto sulla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali

Come funziona la rottamazione delle cartelle esattoriali per quanto riguarda la scadenza delle rate, la decadenza e la tolleranza.
24 Luglio 2026
rottamazione cartelle
Foto © Investireoggi

Ormai ci siamo: la rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali entra ufficialmente nella fase operativa. Il 31 luglio è fissata la prima scadenza utile per effettuare il pagamento dei debiti beneficiando delle agevolazioni previste dalla sanatoria.

Tutti coloro che hanno presentato domanda hanno ormai ricevuto la risposta dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, con l’accoglimento oppure il rigetto dell’istanza.

Chi ha ottenuto l’accoglimento ha già ricevuto il prospetto con il piano di pagamento, in caso di scelta della rateizzazione, insieme ai primi bollettini da utilizzare per il versamento.

Chi non avesse ancora preso visione della comunicazione può comunque recuperare tutta la documentazione necessaria seguendo le procedure previste, così da effettuare il pagamento entro la scadenza di fine mese.

Scadenze, tolleranza e mancato pagamento: tutto sulla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali

Per verificare l’esito della domanda è possibile accedere all’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione utilizzando SPID, CIE o CNS.

In alternativa, è possibile consultare la propria casella di posta elettronica, dove l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha inviato la comunicazione di accoglimento con il prospetto di pagamento e i relativi bollettini allegati.

Sono queste le soluzioni a disposizione di chi non ha ancora verificato l’esito della propria richiesta.

È opportuno farlo al più presto, perché la scadenza è ormai imminente.

Il 31 luglio scade infatti il primo pagamento, che coincide anche con l’unico versamento previsto per chi ha scelto il pagamento in un’unica soluzione.

Per chi ha invece optato per la rateizzazione, si tratta della prima delle rate previste dal piano di rientro, che può arrivare fino a un massimo di 54 rate bimestrali, consentendo un pagamento dilazionato fino a 9 anni, purché ciascuna rata abbia un importo pari o superiore a 100 euro.

Scadenza rate rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali e tolleranza

La rottamazione delle cartelle si distingue dai normali piani di rateizzazione soprattutto per le regole sulla decadenza.

Nei piani ordinari è infatti possibile omettere il pagamento fino a otto rate prima di decadere dal beneficio della dilazione.

Con la rottamazione, invece, è sufficiente il mancato pagamento di due rate per perdere definitivamente i benefici della sanatoria.

È comunque prevista una forma di tolleranza sui termini di pagamento.

Ad esempio, la prima rata può essere versata anche entro i cinque giorni successivi alla scadenza senza perdere gli effetti della definizione agevolata.

Occorre però prestare attenzione: il pagamento effettuato entro il periodo di tolleranza consuma comunque questa possibilità. Di conseguenza, un successivo ritardo nel pagamento di una delle rate successive comporterà la decadenza dai benefici della rottamazione.

La decadenza dai benefici della sanatoria, cosa significa?

La decadenza rappresenta uno degli aspetti più delicati della rottamazione quinquies.

La misura consente infatti una consistente riduzione dell’importo dovuto, eliminando sanzioni, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e oneri di riscossione.

Di fatto, il contribuente è chiamato a pagare principalmente il tributo, la tassa o l’imposta originariamente dovuti, oltre agli interessi previsti in caso di pagamento rateale.

Se però interviene la decadenza, il beneficio viene completamente meno.

Le somme eventualmente già versate saranno considerate soltanto come acconti sul debito complessivo, che tornerà a comprendere sanzioni, interessi e oneri di riscossione.

Inoltre, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione potrà riprendere le procedure di recupero coattivo precedentemente sospese, tornando ad attivare strumenti quali fermi amministrativi, pignoramenti e le altre forme di esecuzione forzata previste dalla normativa.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.