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Oggi: 24 Lug, 2026

Scadenza imposta al 30 luglio: il conto sale dello 0,40% prima di andare alla cassa

Scadenza imposte 30 luglio: chi ha saltato giugno può ancora pagare, ma tra maggiorazione, F24 e rate serve molta attenzione
24 Luglio 2026
scadenza imposte 30 luglio
Foto © Investireoggi

Si avvicina la scadenza imposte del 30 luglio, l’ultima finestra utile per versare il saldo relativo al 2025 e il primo acconto dovuto per il 2026 da parte dei contribuenti che non rientrano nella proroga dei pagamenti.

La data riguarda, in particolare, chi presenta il Modello 730/2026 senza sostituto d’imposta e chi invia il Modello Redditi Persone Fisiche 2026 senza essere titolare di partita IVA. In tali casi, quando dalla dichiarazione emerge un importo a debito, il pagamento non viene trattenuto da un datore di lavoro o da un ente pensionistico, ma deve essere eseguito direttamente tramite Modello F24, seguendo con attenzione il calendario previsto dalla normativa fiscale.

Scadenza imposte 30 luglio: chi può utilizzare questa data

Il termine del 30 luglio 2026 costituisce una seconda possibilità rispetto alla scadenza ordinaria fissata al 30 giugno 2026. Entro giugno avrebbero dovuto essere corrisposti sia il saldo delle imposte maturate per il periodo d’imposta 2025 sia il primo acconto riferito al 2026.

La possibilità di pagare un mese dopo non equivale però a un semplice rinvio senza costi. Chi sceglie il pagamento entro questa data deve aumentare dello 0,40% sia il saldo 2025 sia il primo acconto 2026. La maggiorazione si applica, quindi, a entrambi gli importi dovuti e deve essere calcolata prima della compilazione del Modello F24.

Questa regola interessa i contribuenti che provvedono autonomamente al versamento perché non dispongono di un sostituto incaricato di effettuare le trattenute oppure perché, pur presentando il Modello Redditi PF 2026, non esercitano un’attività con partita IVA.

Saldo 2025 e primo acconto 2026: come funziona il pagamento

Il debito risultante dalla dichiarazione deve essere versato utilizzando il Modello F24.

Il saldo serve a chiudere definitivamente i conti fiscali del 2025, tenendo conto di quanto già pagato in acconto durante l’anno precedente. Il primo acconto, invece, anticipa una parte delle imposte che saranno complessivamente dovute per il 2026.

Il calendario prevede, dunque, due momenti principali per questi importi. Il primo era il 30 giugno 2026, senza maggiorazione. Il secondo coincide con il termine di luglio e comporta l’incremento dello 0,40%.

Resta separato il termine previsto per il secondo acconto, oppure per l’unico acconto quando dovuto in una sola soluzione. Tale pagamento deve essere effettuato entro il 30 novembre 2026. In questo modo il contribuente completa gli anticipi fiscali relativi all’anno in corso.

Rateizzazione possibile fino al mese di dicembre

Il saldo 2025 e il primo acconto 2026 non devono necessariamente essere pagati in un’unica soluzione. È possibile suddividere il debito in più rate, purché il piano si concluda al massimo entro dicembre 2026.

Le rate successive alla prima scadono ordinariamente il giorno 16 di ogni mese. Fa eccezione agosto: per effetto della sospensione feriale dei termini, il pagamento previsto in quel mese slitta al 20 agosto.

Quando la prima rata viene versata dopo il 30 giugno ma non oltre il 30 luglio, l’intero importo da dividere deve prima essere aumentato dello 0,40%. Solo dopo aver applicato questa maggiorazione si procede al calcolo delle singole quote. La scadenza imposte 30 luglio incide quindi anche sul valore complessivo del piano rateale, non soltanto sul pagamento in soluzione unica.

Ad ogni modo, sulle rate successive alla prima cado interessi al tasso del 3% annuo.

Scadenza imposte 30 luglio e calendario dei versamenti

Il quadro delle date da ricordare è preciso. Per i non beneficiari della proroga imposta 2026,  il 30 giugno era il termine ordinario per saldo 2025 e primo acconto 2026. Il 30 luglio 2026 consente ancora il versamento degli stessi importi, ma con l’aggiunta dello 0,40%. Il 30 novembre 2026 è invece la data prevista per il secondo o unico acconto 2026.

Chi sceglie la rateizzazione deve rispettare le scadenze mensili del giorno 16, con il solo spostamento al 20 agosto per la rata estiva, e deve chiudere il piano entro dicembre. La scadenza imposte 30 luglio assume quindi un ruolo decisivo per chi non ha pagato entro giugno: permette di regolarizzare il saldo e il primo acconto senza attendere oltre, a condizione di includere la maggiorazione prevista.

Riassumendo

  • Scadenza imposte 30 luglio: saldo 2025 e primo acconto 2026 con maggiorazione dello 0,40%.
  • La scadenza riguarda 730 senza sostituto e Redditi PF senza partita IVA.
  • I debiti risultanti dalla dichiarazione devono essere versati autonomamente tramite Modello F24.
  • Il secondo o unico acconto 2026 deve essere pagato entro il 30 novembre.
  • Saldo e primo acconto possono essere rateizzati fino a dicembre 2026.
  • Le rate scadono il 16, tranne quella di agosto fissata al 20.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.